Aggiorniamo il nostro portafoglio obbligazionario, che inizia a dare soddisfazione, dopo un paio di settimane di relativa “sofferenza”. In questi ultimi dieci giorni non ho più scritto, poiché onestamente non avevo nulla da dire, in attesa che dopo la “sberla” SNS il mercato ritrovasse un po’ di equilibrio, e che le tensioni sui tassi a lunga rientrassero un minimo. Essendo anche entrati sul Btp Italia, segnalato nello scorso articolo, valorizziamo il nuovo portafoglio al close di venerdì con anche questa new entry.

Il nostro portafoglio inizia finalmente a portare i frutti che attendevamo, grazie alla relativa “tranquillità” che di cui ha beneficiato il mercato obbligazionario in generale. Il timing di ingresso sul Btp Italia si è rivelato fortunato, grazie allo spread che si è ristretto di 25 bps; il debito senior di SNS ha preso coscienza dello scampato pericolo e ha ripreso a salire; il sentiment sul debito subordinato di altri emittenti è ora più equilibrato e anche la nostra UC Callable ha ripreso la via del rialzo; infine la Centrobanca, che velocemente si è riportata in area 103 grazie all’allentamento della salita degli IRS.

Ora abbiamo diverse possibilità di intervento a livello di portafoglio, che valuteremo nel corso delle prossime sedute. La nostra new entry, il Btp Italia, può essere gestito sia come posizione (lo considero un asset difensivo) sia in ottica dinamica: sotto questo profilo, se lo spread continua a restringersi manteniamo in portafoglio per poi vendere quando lo spread dovesse tornare a salire, incassando l’utile e pronti a rientrare a livelli di spread più alti. Questo potrebbe accadere in concomitanza con le elezioni politiche ormai alle porte.

SNS ha dato, a mio parere, già un bel pezzo di quello che poteva offrire, e siccome non credo che il debito senior di questa banca nazionalizzata possa vedere una contrazione di rendimento pari a quelli di un governativo olandese, non è da escludere di passare alla cassa, e incamerare un 1% di rivalutazione in poco meno di un mese.

Unicredit, la cui call continua ad essere prezzata dal mercato come probabile al 90%, è senz’altro da tenere, e anzi, ad aver voglia di rischiare un po’ di più, sarebbe da incrementare, considerando anche che è attualmente il bond con il miglior rapporto risk/reward presente sul mercato. Ma abbiamo già il 15% del portafoglio su questa emissione, per cui prudenza e buon senso suggeriscono di non farsi prendere la mano, nonostante il rendimento a doppia cifra sia davvero invitante.

Infine, Centrobanca, che è l’unico titolo su cui non vedo movimenti da fare, sia perché il rendimento all’acquisto è di tutto rispetto (considerando il pedegree dell’emittente), sia perché rimane ancora sottovalutata, sia in termini assoluti sia relativi.

Attualmente siamo investiti sostanzialmente per il 50% del totale disponibile, e se anche le condizioni di mercato fossero favorevoli (leggasi “occasioni” con risk/reward a noi favorevoli) non credo che in questa fase mi spingerò oltre l’80% di investito. L’idea infatti è quella di conservare una base di liquidità di almeno il 20%, pronta ad essere usata in caso di situazioni particolarmente interessanti.