Con maestria hanno rubato il 30% ai ladri che hanno conti sopra i 100.000 euro. A Cipro si è svolto un gioco che dovrebbe essere noto a tutti noi italiani. Se fai della furbizia e della vita spericolata a ridosso del buon senso e a cavallo delle norme non ti puoi lamentare se ogni tanto scivoli nel burrone. E i ciprioti dopo aver rubato tutto a tutti diciamo così sono incappati nella punizione dell’economia: un moltitudine di furbi sommata non necessariamente dà luogo ad un popolo furbo. Ed eccoli qui ora piangere per una tassa del 30% sui depositi superiori a 100.000 euro. Come dire, se hai rubato finora abbi il contegno di dare un po’ di quei soldini alla causa comune europea. I ciprioti forse pensavano che sarebbero potuti continuare a far pagare il 10% di imposte sugli utili di impresa a vita ? E noi che paghiamo il 67% chi siamo … i più fessi della covata per dirla alla Remo Mariani ? Il caso cipriota è sicuramente un precedente all’interno dell’unione europea e ce la dice lunga da che parte stiamo andando a parare. E del resto al di là dei contentini che la politica italiana ci sta ammannendo ultimamente non penserete mica che i debiti della Repubblica li pagheremo vendendo le partecipazioni che lo Stato detiene in Finmeccanica, Ferrovie dello Stato, Enel, Eni, Alitalia, Cinecittà e compagnia cantando oppure vendendo i 250 miliardi di oro della Banca d’Italia. No, assolutamente, li paghiamo noi con le nostre tasse, magari potrebbero fare IMU 2 la vendetta.

(chi volesse vedere quante partecipazioni inutili abbiamo può visitare questo documento ufficiale clicca qui >> )

Lo so lo so, c’entra poco con la Borsa, ma quando vedete che il nostro listino ormai è un peso morto se non le aziende esportatrici capite che siamo GIA’ al capolinea e l’incubo Cipro è qui davanti a noi. E Moody’s può anche tacere per non compromettere la già pesante situazione ma è evidente che pensi Cipro e dici Italia. Qui sotto due chiavi di lettura della tragedia italiana tratte dal bollettino della Banca d’Italia di gennaio 2013:

la prima immagine mostra le previsioni del pil trimestrale italiano e con la freccia ho indicato il secondo trimestre del 2013 in cui l’attività economica toccherà il minimo assoluto. Siamo purtroppo sfortunati perché questo attacco all’euro e all’Italia cade in un momento sensibile per il nostro ciclo economico in cui tutto va male. E’ quando sei sul minimo che le mani deboli mollano. Ebbene noi siamo sul minimo e tutti, me compreso, hanno ormai le mani molli.

La seconda immagine è la solita chart della competitività di Spagna, Italia, Francia e Germania. L’indicatore deve essere letto che se aumenta vuol dire che perdiamo competitività, se scende la si guadagna. Ovviamente Italia e Spagna hanno una competitività in peggioramento dal 99 ad oggi mentre la Germania … giudicate voi e la Francia traccheggia ma meglio traccheggiare che volare (andare al rialzo e per antonomasia nel caso della competitività di volare per aria).

Cosa mi aspetto per domani sul mercato italiano ? Non lo so: da un lato Usa e Paesi Emergenti stanno rincorrendosi al rialzo, la Germania è ormai diventata l’Europa e la Germania è al rialzo, guardate un grafico mensile del Dax e poi fatemi sapere. C’è il problema dei “maiali” e tra questi un Paese come il nostro che manco è in grado di formare un governo. L’aria sta diventando brutta. Vediamo oggi se il nostro indice chiude pesantemente sotto 16.500 del Ftse All Share. Se lo fai siamo morti.

Ma basta parlare di questa tragedia e veniamo a noi sottolineando come sia ancora possibile trovare delle pepite nel nostro listino:

  1. AZIMUT: sempre impiccata là sopra, capisco che siamo poco oltre i massimi storici, ma il titolo è missile ed è nostro dovere cavalcarlo
  2. BANCA GENERALI: non smette mai di darci soddisfazioni, che cara !
  3. BB BIOTECH: sempre bullish
  4. BREMBO: sui massimi storici, essendo industriale non ci ho creduto, e qui ho sbagliato. Stiamo pronti  a comprare non appena ce ne dà l’opportunità, meglio tardi che mai
  5. REPLY: aria di massimi storici, pronti ad entrare
  6. SALVATORE FERRAGAMO: da riprendere non appena riparte
  7. SIAS: entriamo domani, mercato permettendo (se non crolla)
  8. YOOX: numero uno

Per maggiori informazioni www.emiliotomasini.it