Esce in questi giorni da Trading Library il nuovissimo Almanacco dei mercati, pubblicazione periodica dalle caratteristiche di assoluta unicità, non riconducibile ad alcunché, almeno non tra i prodotti editoriali attualmente destinati all’analisi e alle previsioni sui mercati finanziari.

È unico, per certi versi, anche perché lo è il suo autore, Roberto Malnati, il quale per la sua opera prima non poteva certo limitare il suo cimento alla stesura di un opuscolo di poco conto.

È colto, ancorché molto accessibile, perché nelle dichiarazioni di intenti a corollario del lavoro l’autore fornisce ampie spiegazioni di natura scientifica, filosofica ma anche, e soprattutto, finanziaria.

È prezioso, perché mai nessuno si era spinto a un livello tanto elevato di condivisione delle proprie analisi e dei propri segnali operativi.

È scientificamente rigoroso in quanto, oltre che alla sua eccezionale esperienza a tutto campo sui mercati finanziari, Roberto Malnati ha fatto ricorso a potenti calcolatori, a raffinati software sapientemente integrati tra loro e alla gestione di una mole di dati con ben pochi precedenti (oltre cento anni di storia dei mercati), abbinandola statisticamente alle fasi solari e a quelle lunari.

È di una chiarezza esemplare, in quanto contiene precise istruzioni per l’uso di tutti gli strumenti offerti in dotazione, appannaggio anche di chi non possedesse particolari prerequisiti.

Da diversi anni Malnati aveva in serbo questa iniziativa e, per la verità, ne avevamo già avuto qualche indizio, come quando nel 2013 presentò a ITForum di Rimini la conferenza intitolata Evidenza statistica delle fasi lunari e delle stagioni nella formazione dei rendimenti giornalieri dei mercati azionari e del forex. E questa idea lo ha seguito sino a quando non ha realizzato che oggi, per mezzo di reti neurali artificiali, possiamo conoscere l’effetto che i cicli solari e lunari hanno avuto, e presumibilmente avranno, sulla psiche e sulla chimica degli investitori. Come dichiara lo stesso autore, le reti neurali artificiali impiegate per distillare i segnali che rendono irrinunciabile questa pubblicazione, sono modelli matematici che rappresentano l’interconnessione tra neuroni artificiali, ossia tra costrutti matematici che in qualche misura imitano le proprietà dei neuroni viventi.

Siamo quindi di fronte a una trattazione fondata su presupposti decisamente oggettivi e che, in particolare, prende le distanze da qualsiasi rigurgito previsionale tipico di certa astrologia finanziaria da rotocalco e da retrobottega.

E ciò è dimostrabile con evidenza. È acclarato, infatti, che i fenomeni naturali esercitino la loro influenza sugli stati d’animo e quindi sui comportamenti collettivi. E a tale influenza non sfuggono certo i comportamenti di chi frequenta i mercati finanziari. Quindi se i singoli comportamenti determinano le rispettive attività individuali sui mercati allora possiamo affermare che la somma di tutte queste attività determinerà l’andamento generale dei mercati. In conclusione di ragionamento, è perciò corretto sostenere che i fenomeni naturali contribuiscono a determinare l’andamento dei mercati e soprattutto a renderlo prevedibile mediante il ricorso all’analisi ragionata di dati storici.

E in effetti, se gli esseri umani sono ciclicamente “solari” o “lunatici” anche gli investimenti in borsa sono condizionati sia da euforia, sia da depressione/paura.

L’Almanacco dei mercati, pubblicato quattro volte l’anno in concomitanza con l’occorrenza di ogni stagione astronomica, è concepito come uno strumento interattivo e personalizzabile: infatti, a fronte di ogni pagina di analisi e di grafici (su indici, valute, materie prime, obbligazioni, azioni Italia) c’è una pagina che, giorno dopo giorno, potrà essere popolata di contenuti da ciascun lettore sulla scorta della propria esperienza di trading.

È facile prevedere che, per ogni lettore, la copia di questo Almanacco di cui entrerà in possesso sarà destinata a diventare un diario di trading assolutamente unico e irripetibile.