Un modello di previsione dei prezzi delle commodities deve tenere in considerazione tutte le variabili che possono influenzare la domanda e l’offerta dei beni considerati. è, infatti, dall’intersezione di domanda e offerta che viene determinato il prezzo. Il singolo agricoltore non ha alcuna capacità di influenzare il prezzo date le sue dimensioni, in genere piuttosto ridotte, e l’elevato numero di imprese agricole operanti sul mercato che permettono di definire la sua situazione una situazione di concorrenza perfetta.

Domanda e offerta sulle materie prime

L’offerta, in agricoltura, è soggetta ad alterazioni dovute a variabili incontrollabili cui non sono soggette le imprese degli altri settori. In particolare, l’offerta delle commodities è influenzata dall’andamento meteorologico e dalle condizioni climatiche. Inoltre, dipende direttamente dal ciclo biologico delle piante e degli animali, pertanto non è adattabile rapidamente alle variazioni della domanda.

L’offerta dipende dalla produzione attuale sommata alle scorte accantonate nella precedente stagione, per i prodotti che possono essere immagazzinati. Se il livello delle scorte è piuttosto basso, una variazione nell’offerta o nella domanda di un bene influenza maggiormente il prezzo. Viceversa se le scorte sono abbondanti.  Le decisioni relative alla produzione e allo stoccaggio da parte dei produttori vengono solitamente prese in base al prezzo: se i prezzi sono alti c’è la tendenza ad incrementare l’offerta, se i prezzi sono bassi c’è la tendenza ad immagazzinare una parte maggiore della produzione.

La domanda, nel suo complesso, è piuttosto stabile anche se è bene distinguere la domanda da parte dei consumatori finali che è rigida dalla domanda dell’industria di trasformazione che varia in relazione alle tecnologie a disposizione. Pertanto, in quest’ultimo caso, anche la domanda, e non solo l’offerta, contribuisce a rendere i mercati delle commodities altamente instabili, in balìa di un elevato numero di variabili in grado di provocare cambiamenti significativi nei prezzi.

A differenza dell’offerta  la domanda non è quantificabile in quanto non è possibile stabilire anticipatamente quanto verrà consumato ad ogni livello di prezzo. In seguito alla necessità di tenere conto della domanda nella determinazione del prezzo anche se difficile da stimare, spesso viene commesso l’errore di sostituire la domanda (cioè “la quantità di un bene che sarà usato ad ogni dato livello di prezzo e che, con l’offerta, determina il prezzo”) con il consumo (cioè “la quantità usata di un bene determinata dal prezzo, che a sua volta è determinato dai fattori di offerta e domanda”). Tra i metodi per includere la domanda nel modello di previsione dei prezzi c’è la possibilità di considerare la domanda completamente stabile (si tratta di una semplificazione accettabile in certi mercati come quello delle patate) oppure di stabilire un tasso di crescita annuale costante (ciò è possibile per mercati come quello dello zucchero). Tuttavia, queste semplificazioni non sono possibili in tutti i mercati, specialmente in quelli dove la domanda muta notevolmente. In questi casi è necessario identificare i fattori che la influenzano come, ad esempio, l’offerta di prodotti succedanei e il reddito disponibile.

PREVISIONE PREZZI

La previsione dei prezzi delle commodities può essere realizzata in vari modi, di seguito accenneremo ai cinque approcci generalmente utilizzati.

1)     L’approccio “old hand” consiste nel cercare di intuire i prezzi futuri in base alle informazioni disponibili. Ovviamente può essere realizzato con successo solo da analisti particolarmente abili ed esperti. Si tratta di un approccio non scientifico.

2)     La tavola di bilancio consiste in una tabella nella quale compaiono le componenti chiave dell’offerta e del consumo di un bene. Il bilancio fra la prima e la seconda costituisce il riporto di fine stagione e rappresenta il dato che viene usato nella determinazione del prezzo. Se il riporto è abbondante vi sarà una disponibilità del bene superiore alle esigenze fisiche e quindi i prezzi diminuiranno. Viceversa se il riporto è esiguo.

3)     L’approccio tabulare e grafico, oltre a considerare i dati della suddetta tavola, studia la relazione esistente tra quei dati e il prezzo. Il punto debole di questo approccio è che permette di prevedere le fluttuazioni dei prezzi quando queste sono causate da un solo fattore, mentre diventa particolarmente complesso quando deve considerare più fattori.

4)     Attraverso regressioni è possibile formalizzare il precedente modello in una sola equazione matematica dove il prezzo dipende da una serie di variabili a ognuna delle quali viene attribuito un peso diverso. Questo approccio presenta vari vantaggi rispetto ai precedenti. Innanzitutto, garantisce uniformità di risultati in quanto è indipendente dall’interpretazione che ogni analista può dare. In secondo luogo, permette di verificare l’importanza relativa di ognuno dei fattori che influenzano il prezzo.

5)     Date le interrelazioni esistenti tra le variabili (una variabile influenza il prezzo ma può essa stessa essere influenzata dal prezzo) è particolarmente utile  costruire un modello a più equazioni da risolvere simultaneamente cioè un modello econometrico. L’approccio econometrico è probabilmente quello maggiormente seguito in quanto, grazie alla sua flessibilità, permette di includere nel modello i numerosi fattori che influenzano la produzione in agricoltura.

I modelli di previsione dei prezzi possono considerare, come inputs, dati relativi alle stime passate piuttosto che alle statistiche attuali purché si riferiscano al medesimo periodo dell’anno oggetto di studio.

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