Ieri il Ftsemib40 ha ceduto il livello di 20.200 e si è appoggiato al supportone a 19.800 mentre il bund ha registrato un nuovo minimo di rendimento sotto 2.95%.

A parte riscontrare ed ammettere che non me lo aspettavo, ora i prezzi del Bund sono 0.50% di rendimento sopra l’inflazione, che è veramente troppo poco per una scadenza decennale.

I minimi di ieri in area 125.40 (contratto settembre) sono il supporto da rompere per cambiare la direzione.

Il fib a due giorni dalla scadenza tecnica trimestrale è passato sotto i 20.000 punti. stavo notando che il range 20.500 – 21.500 con estensione di 700 punti a rialzo a 22.200 ora si è ripetuto con una spinta di 700 punti a ribasso a 19.800.

Al momento la Grecia, con prezzi dei bond che scontano un default con recupero del capitale fra il 30 e il 50% del nominale del titolo, contrasta totalmente con le dichiarazioni di Trichet che per due giorni di fila ha detto che non ci sarà alcun credit event. Il credit event è una condizione che fa scattare le clausole di pagamento da parte dei venditori di Credit Default Swap. In tale caso il compratore di assicurazione riceve 100% del valore nominale dle bond e il venditore dell’assicurazione riceve il bond “defaultato” in cambio.

Il movimento dell’euro fa parte del consolidamento fra 1.3450 e 1.48 dell’ultimo movimento che si è ripetuto con un successivo range minore fra 1.40 e 1.47. Solo la rottura di 1.40 lo spinge a 1.35 da dove si può determinare se tale range 1.35 / 1.4750 (lungo periodo) resta in vigore.

Mentre a 22.000 era sano prendere profitto sul Fib a questo prezzo specie il settore finanziario pare un atleta allenato senza un filo di grasso e può essere la sorpresa del secondo semestre.

Purtroppo il movimento di brevissimo è più influenzato dal timore che dalle valutazioni di bilancio.

Le banche rese efficienti da tagli ristrutturazioni, aggregazioni, ricapitalizzate e con riserve di svalutazione crediti ricostruite in alcuni casi (ad esempio Ubi e Mps) prezzano sotto i minimi del 2009.

Questo contrasta con la logica che vuole che gli interventi effettuati dagli amministratori portino a dei risultati.

La componente finance del Fib ha fatto si che in tre giorni l’italia abbia perso il 3% di spread a favore del Dax che contiene più industriali.

Comprare adesso il Fib pare interessante ma la figura tecnica è passata negativa e un ritorno a 20.200 al momento è solo pullback alla rottura a ribasso.

L’inversione di tendenza a questo punto dipende dalla Grecia , dall’approvazione delle ulteriori misure di austerità e dalla riunione del 19 Giugno.

Purtroppo in caso si trovi un accordo Lunedì non ci sarà occasione di comprare a prezzi di saldo.

L’uso delle opzioni a questo punto pare particolarmente interessante dato che la volatilità implicita non è certo alta.

Lo stacco dividendo previsto per Lunedì mattina è di 110 punti indice sul Fib e le call Luglio quotano intorno al 19-20% di volatilità in linea con il realizzato.

Difficile dare indicazioni più precise in quanto il trading è adesso legato ad eventi esogeni all’italia e dipende dalle notizie pubblicate di ora in ora.