Sull’opportunità di varare o meno una Tobin tax all’Italiana chi scrive ha già avuto modo di esprimere su questo sito la propria opinione (Tobin tax. Ma lo sono o lo fanno ? 30 novembre 2011).

Non mi dilungherò, pertanto, su questi aspetti, anche perché la contrarietà al varo di questo ulteriore balzello è stato sottolineato in più occasioni da numerosi media di settore; un aggravio, peraltro,  adottato non tanto per colpire la speculazione, bensì, più prosaicamente, per “fare cassa” immediata e continuare a foraggiare le casse statali. Con effetti boomerang facilmente intuibili da chi mastica di finanza.

Ciò premesso, allo stato attuale, come si presenta questo nuovo onere ?

L’imposta sulle transazioni finanziarie (ITD) è stata istituita dalla legge di stabilità per il 2013 (Legge 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, commi da 491 a 500) si presenta, sotto il profilo sostanziale, come un meccanismo che non va a colpire gli utili fatti con le transazioni (ad esempio, l’aliquota sui capital gain), bensì l’acquisto stesso, con evidente penalizzazione per coloro che destinano parte delle proprie entrate al risparmio e per le imprese stesse potenziali beneficiarie di questo risparmio. Un ulteriore forma di patrimoniale indiretta ?

Sotto un profilo più squisitamente formale, l’imposta si applica (con aliquote differenziate a seconda del sottostante negoziato) solo su alcune transazioni finanziarie, lasciandone escluse altre (vere protagoniste della “speculazione” che nelle intenzioni si è detto di volere colpire).

A titolo di puro esempio e non esaustivo, le operazioni aventi per oggetto i derivati sui titoli di Stato.

La nuova imposta decorrerà, a seconda del tipo di transazione, dal 1° marzo 2012 ovvero dal 1° luglio 2012.

Il pagamento della tassa dovrà essere effettuato nel 2013 entro il 16 luglio 2013 e, così, tale data sarà quella individuata per gli anni successivi (bozza del decreto di attuazione in corso di emanazione).

L’imposta dovrà essere pagata dai soggetti che intervengono in veste di acquirenti, tranne che nel caso in cui la transazione abbia per oggetto contratti derivati; in quest’ultima situazione l’imposta è a carico di entrambe le parti contraenti.

Il versamento dell’imposta è demandato a cura di determinati soggetti: banche, società fiduciarie,  imprese di investimento abilitate  all’esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi e delle attività di investimento (ex art. 18, D,Lgs 24/2/1998 n° 58 e successive modificazioni) e da tutti gli altri soggetti che intervengono nell’esecuzione delle transazioni (categoria da meglio definire nell’emanando decreto di attuazione) compresi gli intermediari non residenti.

Nell’ipotesi di pluralità di intermediari, l’imposta è versata dal soggetto che riceve direttamente dall’acquirente o dalla controparte finale l’ordine di esecuzione.

In attesa dell’emanando decreto di attuazione, il contribuente dovrebbe essere responsabile del pagamento dell’imposta solo nel caso in cui non intervengano in alcun modo gli intermediari (ancorchè con un rappresentante fiscale in Italia).

La tavola allegata si propone l’obiettivo di fornire un quadro di sintesi del provvedimento, in attesa dell’emanazione del decreto di attuazione.

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