Non farm payroll a 209.000 inferiori ai 235.000 del consensus ma sempre sopra la soglia magica di 200.000. L’economia tira come un treno e ovviamente ci sta che i gufi prevedano crolli: nel lungo periodo avranno ragione, quando una Borsa sale molto poi scende, dopo le vacche grasse vengono le vacche magre, lo si dice da un po’ di anni. Nel frattempo magari avete guadagnato qualche soldo comprando sui massimi e rivendendo ancora più sopra.

Di grandi amori sui titoli italiani non ce ne sono, mi piace Biesse, Valsoia, Salini Impregilo con il suo bel trade dell’estate (con cui rischio di perdere ogni residua credibilità, ma tant’è). Ma invece l’America si impone sia per il quadro macro favorevole (aumenteranno i tassi ma questo significa che per la prima volta abbiamo la prova provata che l’economia ha ripreso a correre) e soprattutto per azioni che hanno una competitività senza pari a livello mondiale.

Una di queste azioni è Apple, della quale abbiamo perso il primo mitico breakout dei massimi assoluti ma che ora invece inizia a tentare il secondo massimo storico a quota 100 pressappoco. E’ chiaro che i dati fondamentali di Apple sono noti e meravigliosi a dir poco e non c’è bisogno di un esperto contabile per saperli leggere:

Key stats and ratios

Q2 (Jun ’14)2013
Net profit margin20.70%21.67%
Operating margin27.47%28.67%
EBITD margin-32.62%
Return on average assets14.50%19.34%
Return on average equity25.78%30.64%
Employees80,300

Quello ovviamente che ci piace è che è in una situazione tecnica di quelle che noi prediligiamo: è poco sotto i massimi storici e ogni uncino o piccola congestione è buona per entrare a basso rischio cercando di approfittare della esplosione successiva al breakout. Quello che fa un po’ dubitare sono i volumi in decrescita da diversi mesi ma questo potrebbe essere utile al momento del breakout. Se rompe 100 con volumi superiori alla media degli ultimi mesi il breakout sarebbe buono come il pane.

etom

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