Anche gli italiani che fanno fanno parte del cosiddetto ceto medio,  alle prese con la più grande crisi economica dal dopoguerra,  stanno toccando con mano cosa vuol dire stringere la cinghia e soppesare le spese non strettamente necessarie. Con questo clima, anche chi può, prima di spendere ci pensa almeno due volte; il primo ostacolo psicologico è l’incertezza su nuove probabili tasse che il governo potrebbe inserire, aumentando la già insostenibile pressione fiscale.

Chi ha un gruzzoletto cerca di preservarlo lasciandolo in conto corrente, ma attenzione, qui casca l’asino. Ne ho già ampiamente scritto e parlato fin da marzo di quest’anno, quando si verificò il caso Cipro, ne ho scritto anche la scorsa settimana in www.giancarlodallaglio.it/spread-trading/L-esproprio-legalizzato-dei-conti-correnti-e-sempre-piu-vicino–472.aspx   , ma il problema è che continuano a giungere segnali inquietanti che mostrano come si vada spediti nella direzione più preoccupante.

Questa mattina è stata la volta di Joerg Asmussen, esponente del board della Banca centrale europea, il quale in una intervista esclusiva rilasciata al nework televisivo finanziario Cnbc, ha candidamente ammesso che, in caso di necessità (leggi rischio di fallimento di una banca europea), potrebbero essere intaccati anche i depositi dei correntisti.

Dopo le dichiarazioni di qualche mese fa di Schaeuble il quale auspica che il sistema di prelievo forzoso attuato a Cipro divenga un modello per tutta l’Europa e quelle un po’ più sibilline di vari  esponenti della Bce che vanno nella stessa direzione, oggi si è dunque aggiunto un altro indizio. Vi basta per considerarlo una prova ?

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