La volatilità resta bassa sui mercati, che si trascinano stancamente verso l’appuntamento tanto atteso con i discorsi di Jackson Hole. La scena sarà tutta per “elicopter man” Bernanke, che due anni fa annunciò proprio da quel pulpito il quantitative easing 2, lanciando in orbita la quotazioni di borse e commodities. I mercati ormai sembra vivano unicamente di speranze di nuovi pompaggi monetari delle banche centrali, e anzi in questa fase sembra inizino a pretenderli. Qualche giorno fa hanno festeggiato le minute relative al Fomc di fine luglio, in cui la Fed faceva intendere la possibilità di interventi imminenti. Personalmente continuo a pensare che la Fed non agirà con una nuova manovra di stampa di dollari in presenza di dati macro misti, un accenno di ripresa del settore immobiliare e soprattutto di un S&P500 oltre i 1400 punti e il Nasdaq ben oltre i massimi del 2007.

Cosa annuncerà Bernanke il 31 resta un’incognita, di sicuro continuerà a cercare di tranquillizzare i mercati, sostenendo che la Fed è pronta ad intervenire qualora ce ne fosse la necessità e lasciando quindi aperta la porta per un QE3 prima della fine dell’anno. Operativamente continuo a preferire il lato short, soprattutto su Petrolio (sopravvalutato al netto dei possibili danni che causerà Isaac o di eventi esogeni legati alle tensioni in medio oriente) e borse, sfruttando eventuali delusioni dal discorso di Bernanke il prossimo venerdì ad esempio con l’ETF short S&P500 – XSPS.MI , tenendo però presente che il trend di fondo attualmente è rialzista.