In aprile sono diventati pubblici i risultati di bilancio 2013 delle compagnie assicurative: ora si potrà meglio comprendere la situazione economica e patrimoniale dell’intero settore.

Le maggiori imprese europee hanno già reso noti i dati approvati dai Consigli di amministrazione e che dovranno essere ratificati dalle assemblee dei soci.

La prima impressione che ricaviamo dalla lettura dei comunicati stampa è che il 2013 è stato un anno certamente positivo per i maggiori gruppi europei e che anche le aziende meno importanti, sul piano dimensionale, avranno buoni motivi per essere soddisfatte.

Se prendiamo in esame infatti gli utili netti realizzati dai big europei si può rilevare che gli stessi stanno ormai raggiungendo i record storici del settore. In testa alle compagnie troviamo, come quasi sempre avviene, il Gruppo Allianz con un utile netto che sfiora i 6 miliardi. Alle sue spalle la storica rivale Axa con un utile di poco superiore ai 4 miliardi. Seguono i Lloyd’s con 3,8 miliardi di euro e Zurich con 2,9 miliardi, alle loro spalle troviamo Aviva e Generali che hanno ripreso a macinare utili dopo un periodo piuttosto travagliato.

Aviva che, nel 2012, aveva dichiarato una perdita di 2,9 miliardi di sterline, applicando i principi contabili Ifrs ha realizzato quest’anno un utile netto di 2,15 miliardi di sterline. Generali invece, dopo un 2012 in sostanziale pareggio (+94 milioni), chiude il 2013 con un utile netto di 1,9 miliardi rientrando a pieno titolo nel gotha europeo delle assicurazioni.

Passando alle compagnie italiane quotate in Borsa possiamo rilevare un generale miglioramento dei risultati netti ancorché gli utili risultino un po’ penalizzati dall’introduzione una tantum di un’imposta governativa (Ires) pari all’8,5%.

La svolta più rilevante è avvenuta per il Gruppo UnipolSai che comprende i bilanci delle società individuali confluite nella fusione. L’utile netto complessivo è stato di 694 milioni con un risultato ante imposte di 1.172 milioni.

Analizzando i bilanci delle società coinvolte nelle fusioni fa spicco il risultato di Unipol Assicurazioni Spa (+531 milioni), seguito da UnipolSai (ex Fondiaria Sai) con 521 milioni e Milano Assicurazioni con 164 milioni.

Resta passivo il bilancio di Premafin Spa, ma per un importo assai contenuto (-15 milioni). Questo risultato consente l’erogazione di un dividendo che si aggira intorno ai 20 centesimi per le azioni ordinarie e per quelle di risparmio. Il risultato sicuramente positivo e un netto miglioramento rispetto al passato è stato determinato dall’avvenuta conclusione, nel 2012, delle operazioni di pulizia sui bilanci passati e dal raggiungimento di un combined ratio del 93,3% che si raffronta con il 101,9% del 2012. Al 31 marzo 2014, infine, è stato definito l’accordo con il Gruppo Allianz per la cessione di un ramo d’azienda che comprende 1,1 miliardi di portafoglio assicurativo, 729 agenzie e 500 dipendenti dedicati alla gestione dell’attività. Questa transazione che verrà completata dopo l’approvazione delle autorità competenti, oltre a generare una plusvalenza nel conto economico di UnipolSai, dovrebbe generare un ulteriore aumento del margine di solvibilità che è già pari a 1,5 volte i requisiti attualmente in vigore.

In lieve flessione l’utile netto di Cattolica (64 milioni) a causa tuttavia dell’esistenza della già citata imposta straordinaria. Il gruppo veronese evidenzia un combined ratio del 93,5% e un margine di solvibilità di 1,66%.

Sicuramente positivo anche l’andamento di Vittoria che, al terzo trimestre del 2013, esprime un utile di 53 milioni di euro in crescita del 43% rispetto all’anno precedente.

Il combined ratio al 90,7% appare di assoluta eccellenza, così come il patrimonio netto che al 30 settembre 2013 ammontava a 487 milioni di euro.

Anche il 2014 si sta presentando positivo per le imprese italiane, ma si ha l’impressione che stia per terminare il ciclo favorevole della Rc auto che ha generato combined ratio davvero eccezionali per la gran parte delle imprese operanti nei rami danni.

Angela Maria Scullica