Et voilà, un’ altra canzone a suggerirmi il titolo di questo editoriale. E pensandoci bene non è totalmente sbagliato come concetto applicato ai mercati finanziari, allo stato attuale, “lavorare da mediano”, nel significato piu’ ampio e generale del termine. Il momento di “giocare in attacco” è probabilmente passato ( nel breve ), ma allo stesso tempo non è ancora ora di “giocare in difesa”. Non resta altro che “giocare da mediano”.
Ma come lo traduciamo sul mercato, chiederete voi…. beh, in fondo non è molto difficile ed anche piuttosto intuitivo: si fissano dei livelli di take profit sugli strumenti dove siamo investiti alla perdita dei quali la posizione si chiude, si contabilizza il gain. Senza anticipare pesanti coperture od uscite massicce dalla componente long equity. Ho dato uno sguardo ai principali indici azionari, i livelli di cambio trend da long a short sono ancora abbastanza lontani ma aggiungendo agli indici uno sguardo a valute, materie prime e obbligazioni sento sempre piu’ forte “quel tarlo…..”. Penso sempre a down di indici, euro, btp ed up bund. Superfluo dire che muterei idea a violazione rialzista dei massimi di periodo.
Milano, parigi e londra i mercati che per primi potrebbero fornire segnale di uscita da parte del nostro amico stocastico modificato su scala daily. Attenzioni, quindi, a come si muoveranno gli indici nelle prossime sessioni.

Livelli tutti dinamici base daily: alert -take profit- ( A ), allarme rosso-cambio trend- ( AR )

-Dax: A >7300-7200, AR >6950

-Ftsemib: A >15600, AR >15100

-Cac40: A >3460, AR >3380

-Ftse100: A >5770, AR >5700-5600

-Sp500: A >1434, AR >1400

-DowJ: A >13349, AR >13100

-Nasdaq: A >3150, AR >3100-3000

Ps: ho aggiungo un etf sullo zucchero. Secondo me conviene tenerlo monitorato.