Questa settimana voglio semplicemente allegarvi il riassunto/traduzione che abbiamo fatto in
Frame ( ad onor del vero l’ha fatto la mia collega Anna Maggio, che ringrazio) delle parole scritte da Jonathan Ruffer nella sua lettera trimestrale agli investiori e che rappresenta la sintesi dell’investment review di Ruffer LLP, boutique di investimento con sede a Londra da lui fondata.

Testualmente, dalla Investment Review del primo ottobre 2012:
“Performance 2012 non soddisfacente (letteralmente pisciatina di cane sul tappeto..”dog puddle in the carpet”), considerata la performance positiva degli indici in Uk, Eu e Usa. L’analisi della performance di Ruffer dal 1994 mostra che sembra esserci un ciclo regolare di tre distinte fasi che si ripetono negli anni. Una prima fase, quando un punto critico diventa evidente, che è solitamente positiva per Ruffer in quanto significa che abbiamo guadagnato bene mentre altri hanno perso soldi. Una seconda fase di recupero, della quale normalmente beneficiamo grazie al fatto di aver mantenuto sia la nostra polvere da sparo sia il nostro coraggio. E un’ultima fase, la terza (detta anche pisciatina di cane o “dog puddle”) e nella quale, mentre il mercato continua a fare progressi, siamo scoraggiati sia dai livelli raggiunti sia (ancora più importante) dai pericoli di fronte a noi che appaiono sempre più minacciosi. Tendiamo sempre a dissociarci  troppo presto e, anche se questo non è il nostro proposito,, è ciò che continua a succedere. Più  che il passato recente, è il futuro che ci preoccupa: di fronte a noi c’è un grande punto interrogativo, una svolta grande quanto quella rappresentata dal credit crunch del 2008.

Volete sapere perché siamo così fiduciosi di averlo identificato? Perché è semplice.

Basta porre la domanda giusta e la risposta è evidente: “Il valore delle valute può sopravvivere alla sistematica iniezione di moneta creata recentemente nelle dimensioni attuali?”

La risposta (benché da confermare) è “No”.

Ora, se è vero che non abbiamo idea di quando arriverà la crisi della carta moneta poiché dipende dalla risposta umana collettiva, abbiamo tuttavia la certezza che ad un certo punto arriverà.

Di conseguenza, deteniamo investimenti sulla base della loro performance attesa  in un contesto molto diverso da quello attuale ed abbiamo identificato due pericoli dai quali bisogna stare in guardia: il primo è la distorsione nei prezzi del cash (ossia la non remunerazione sui depositi bancari).Ciò spinge i risparmiatori in investimenti  che hanno qualità simili al cash.Il risultato è che tanto più sicuro è un investimento, tanto più rifletterà (attraverso la sopravvalutazione)  la distorsione del contante in deposito. Quando questa

distorsione si invertirà, il valore di questi investimenti sicuri diminuirà, in quanto essi verranno ri-prezzati sulla base della nuova normalità.

Il secondo pericolo è che bisogna valutare cosa accadrà quando lo stimolo della liquidità monetaria si arresterà. Le forze di mercato infatti impediranno ai governi di continuare questa politica.. La dinamica è chiara: è estremamente difficile per i governi tagliare le spese. Le dichiarazioni del Dr.Bernanke e la promessa “open-ended” di reflazionare porta il sistema finanziario Usa porta il sistema finanziario USA in territorio bulgaro. In vero, Bernanke annunciò già dieci anni fa cosa aveva in mente: “Il governo americano possiede una tecnologia chiamata macchina da stampa (oggi, il suo equivalente elettronico, ndr) che gli permette di fabbricare tanti dollari quanti ne necessita e sostanzialmente a costo zero.

Aumentando il numero dei dollari Usa in circolazione o addirittura semplicemente minacciando di farlo in maniera credibile, il governo Usa può anche ridurre il valore della moneta in termini di beni e servizi acquistabili, il che equivale ad alzare i prezzi in dollari degli stessi. In conclusione, all’interno di un sistema che può stampare carta-moneta un governo determinato in ciò può sempre generare un aumento della spesa e quindi inflazione positiva.”

E’ esattamente quello che sta succedendo ora.. manifestando che l’obiettivo sarà quello della crescita dell’occupazione, infischiandosene di quanta crescita sarà imputabile all’inflazione.

A giudicare dall’apparenza, il mandato della Banca d’Inghilterra, che ha come
obbiettivo un tasso di inflazione al 2%, precluderebbe una tale politica nel Regno Unito. Eppure lo scorso anno con l’inflazione al 5,2% i tassi di interesse base sono stati mantenuti allo 0,5%.

I mercati, il tasso d’inflazione, gli esperti e i risparmiatori restano tranquilli, ma prima o poi tutto questo si modificherà repentinamente. Seguirà un’alta inflazione, anche se non  sarà l’iper-inflazione che auspicano i catastrofisti.. L’inflazione unita a tassi d’interesse inferiori al tasso di inflazione permette infatti di trasferire ricchezza in modo rapido ed efficace dal risparmiatore al mutuatario. Questo fenomeno ha anche uno scopo sociale poiché si tratta di un trasferimento  dalla generazione precedente a quella attuale ed è la dinamica già vista negli Anni 70 e 80  e invertita, a vantaggio dei più anziani, per i prossimi vent’anni.

Il nostro compito è quello di proteggere le persone in un mondo dove le protezioni sono state
completamente e deliberatamente rimosse. Non è sufficiente vedere quello che sta arrivando:
bisogna anche avere la saggezza di capire che cosa rappresenterà probabilmente un rifugio
sicuro, tenendo presente che i “safe haven” stanno tutti entrando in questa nuova e spaventosa fase di sopravvalutazione, perché l’attacco ai risparmiatori è già iniziato. Questo è
probabilmente il modo giusto di guardare alla mancanza di rendimento sui depositi.
Per quanto  ci rifugiamo certamente in obbligazioni indicizzate all’inflazione e nell’oro, rimaniamo attratti dalle azioni giapponesi. Il Giappone è una delle poche nazioni che sarà beneficiaria assoluta dell’inflazione, visto che i pericoli di deflazione sono una realtà intermittente nel Paese.

Sebbene fortemente indebitati, i possessori del debito sono esclusivamente giapponesi e
le obbligazioni governative che possiedono sono convenzionali, non indicizzate all’inflazione.
Ricorda quanto detto in precedenza: il modo per cancellare il debito è quello di trasferire la
ricchezza patrimoniale dal risparmiatore al mutuatario: questo sarà un giorno meraviglioso per il Governo giapponese e per le società giapponesi, che vedranno arrivare la crescita del fatturato per la prima volta attraverso l’inflazione, come pure la crescita effettiva.

Per quanto sia veritiera l’argomentazione che le azioni giapponesi siano a buon prezzo, tutti gli investitori sanno anche che ciò che è a buon mercato tende a divenire più conveniente. Pur tuttavia, in un momento di cambiamento, ciò rappresenta una protezione reale.”

Di seguito il grafico con le performance del fondo Ruffer Total Return (in arancione) e quelle del Plurima Alpha Strategy (in verde), fondo denominato in Euro e composto da fondi di Ruffer, che rappresenta l’unico strumento attraverso il quale gli investitori italiani possono comprare i prodotti della prestigiosa boutique londinese.

Performance settimanali del nostro portafoglio comparato al portafoglio-benchmark