Per le banche del territorio sta mutando rapidamente il clima.

L’aria nuova che tira porta a una profonda revisione delle governance in termini di snellimento, trasparenza ed eliminazione dei conflitti di interesse. E all’abbandono del radicamento locale dovuto alla dimensione, alle regole dello statuto e al legame con le Fondazioni. La Banca d’Italia spinge per prima verso questa direzione, in linea con l’orientamento  delle Authority europee. Ma il vento di cambiamento non proviene soltanto dall’Europa. Il prolungarsi della crisi, che colpisce soprattutto l’Italia per tutta una serie di comportamenti radicatisi negli anni e volti al mantenimento di un sistema di equilibrio oligarchico, esacerba gli animi e li rende sensibili a scagliarsi con furia distruttrice non appena emergono intrecci di denaro e di potere. È indubbio che il  progredire delle tecnologie porti  a una rapidissima diffusione delle informazioni e in un mondo sempre più collegato e connesso, la reputazione è il primo grande valore a rischio. Tanto è difficile conquistarla, quanto è facile perderla.

Il tema della trasparenza sui conflitti di interesse ha oggi una valenza non solo etica e morale ma anche e soprattutto concreta dovuta alla possibilità (o no) di realizzare il business nel medio e lungo termine. Non è infatti possibile risultare credibili se il comportamento non si mantiene chiaro e corretto nel tempo. Questo era valido prima ma lo è ancora di più oggi. La forte differenza con la situazione precrisi, antecedente al 2007, la fa proprio l’accelerazione che si è avuta in questi anni in campo tecnologico e che ha reso rapidamente obsoleti schemi e modelli del passato.

Le banche stanno intraprendendo la strada del web, perdendo la loro connotazione fisica per acquistarne una più virtuale. Con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di esuberi, vendite di sportelli, ricollocamenti e perdita della loro territorialità se con questa parola si intende il contatto diretto con imprese, famiglie e istituzioni del luogo in un’ottica di sviluppo locale. Quest’ultimo aspetto va inquadrato nella Vigilanza Unica che si sta formando in Europa per rendere omogenee le regole e il controllo sugli istituti di credito di tutta l’area. In vista dell’avvio previsto per l’autunno, le banche, con la supervisione della Banca d’Italia, si stanno ricapitalizzando e ristrutturando. Con quali probabilità di successo? Secondo gli analisti la maggior parte supererà bene gli stress test di questa estate a meno che gli esami non dovessero essere particolarmente severi sul portafoglio titoli. Certo se la situazione economica in Italia dovesse peggiorare, le banche potrebbero trovarsi costrette a ricorrere a ulteriori aumenti di capitale. Una prospettiva indipendente dalla loro efficienza.

Angela Maria Scullica