Il ruolo di banchiere centrale della prima potenza economica mondiale è davvero duro, soprattutto in un epoca come quella che stiamo vivendo. Mai come in questo periodo infatti, i mercati sono “news driven”, guidati dalle dichiarazioni dei politici più influenti e ancor di più delle banche centrali.

Nel discorso di ieri a Capitol Hill , Ben Bernanke ha cercato, come sempre accade dai tempi del credit crunch del 2088, di tranquillizzare gli operatori di mercato sui temi che più stanno a cuore: tassi d’interesse a zero e quantitative easing (stampa di moneta). In particolare, durante il suo discorso,  ha detto testualmente di non avere una ricetta precisa da applicare in tema di manovre non convenzionali, lasciando la porta aperta addirittura ad un aumento degli importi da immettere sui mercati attraverso l’acquisto di bonds governativi, qualora ce ne fosse bisogno. Situazione ideale quindi per il drogato che viene rassicurato sul fatto che potrà avere la sua dose quotidiana ancora per un po’; e come si sa, il drogato pensa all’immediato e non alle conseguenze future delle sue azioni, esattamente come banche centrali e mercati nella situazione attuale.

L’ S&P-500 è di nuovo vicinissimo ai massimi di sempre e probabilmente proverà un attacco a quota 1680  nel pomeriggio, il Petrolio è ben sopra 106 $ (quota 110 $ ormai a portata). L’Oro a 1290 $,  anche ieri ha confermato che , almeno per ora, non ha l’appeal dei tempi migliori, reagendo con un ribasso dei prezzi alle parole di Bernanke. A guardare i prezzi insomma, è proprio il migliore dei mondi…finche la barca va….