Attento cittadino. Il grande occhio fiscale ti scruta !

Da metà aprile 2013, infatti, verrà data attuazione al varo del “grande occhio fiscale”, una sorta di “autostrada telematica” sulla quale viaggeranno tutti quei dati di natura bancaria e finanziaria necessari per “mettere a nudo” il contribuente e che dovranno essere comunicati periodicamente dagli Operatori finanziari (Intermediari finanziari e bancari, Posta italiana, OICR, SGR, Società Fiduciarie, Imprese di investimento, Intermediari assicurativi ed ogni altro operatore finanziario).

Le nuove regole, per la verità, dovevano entrare in vigore nell’ottobre del 2012. Tuttavia, il Garante sulla privacy aveva sollevato obiezioni sulle previste modalità di trasmissione dei dati che non erano giudicate coerenti con una sufficiente tutela della riservatezza e, pertanto, aveva proposto che l’invio avvenisse con modalità rivisitate attraverso una diversa procedura criptata (c.d. SID – sistema interscambio dati) in luogo del sistema in vigore Entratel.

Il nuovo impianto è destinato ad implementare l’Archivio dei rapporti finanziari che già esiste e costituisce una sezione apposita dell’Anagrafe Tributaria e dove confluiscono obbligatoriamente (dal 2006) tutte le informazioni relative alla natura ed agli estremi dei rapporti intrattenuti con la clientela (continuativi esistenti o anche cessati a partire dal 2005, operazioni extra conto o di altra natura).

Ma qual è la novità più importante, destinate ad incidere profondamente sul monitoraggio del cittadino- contribuente ?

Cambieranno, in sostanza, la quantità e la qualità delle informazioni da trasmettere.

In sintesi, gli operatori non dovranno più limitarsi a trasmettere semplicemente all’Anagrafe Tributaria (una volta all’anno) i rapporti intrattenuti (aperti o chiusi); bensì, dovranno comunicare tutte le movimentazioni – attive e passive relative all’anno solare – relative ai rapporti finanziari, incluse le operazioni extra-conto.

Le evidenze, pertanto, contempleranno anche i saldi contabili alla data di fine anno e alla fine dell’anno precedente, oltre ad ogni altro dato che riguardi accrediti ed addebiti e molte altre tipologie di rapporto finanziario (gestioni patrimoniali, numero di accesso alle cassette di sicurezza, carte di credito, ecc.) (vedi tabella allegata).

E’ evidente l’impatto sulle famiglie e sui loro patrimoni.

Facile intuire che il Fisco, avendo a disposizione ogni tipo di informazione (anagrafica e patrimoniale), una volta incrociati questi dati con la dichiarazione dei redditi, potrà immediatamente visionare la situazione del contribuente e  quella dei suoi familiari.

Il tutto avverrà contestualmente con una già rivisitato approccio da parte delle Autorità fiscali: non più accesso alle informazioni, con provvedimento autorizzativo, solo dopo avere avviato un procedimento nei confronti del contribuente; bensì possibilità di accesso, “senza alcuna motivazione”, per ottenere dati da utilizzare per elaborare (seppure con procedure automatizzate, almeno in teoria) “liste selettive” di contribuenti a maggior rischio di evasione da sottoporre a verifiche.

Ad esempio, saranno sospetti gli incrementi di valore, così come le diminuzioni, che si discostino sensibilmente dalla media abituale.

Il Fisco potrà conoscere le motivazioni di come il denaro sarà speso oppure di come è stato guadagnato.

Un approccio, dunque, che molti hanno definito “punitivo”: tutti i contribuenti sono potenziali evasori, fino a prova contraria !

E si vorrà conoscere non solo da dove provengono i denari ma anche come e dove saranno spesi.

La questione, peraltro, assume toni ancora più complicati e delicati in materia di rapporti scudati e ancora secretati.

L’esistenza di questi rapporti, al momento della loro accensione, andava comunicata all’Anagrafe dei rapporti (l’esistenza del rapporto, non che fosse scudato o meno); mentre ad un’eventuale richiesta di dati ulteriori da parte dell’Amministrazione Finanziaria gli Intermediari abilitati non sono tenuti a fornire alcuna risposta (proprio in virtù di rapporti assistiti da una rafforzata tutela delle riservatezza disposta dalle disposizioni del D.L. 350/01).

Ora, però, con riferimento alle nuove modalità di trasmissione dati, esiste il serio problema se questi rapporti scudati siano da comunicare o meno; ovvero se per gli stessi dovrà essere inviato il saldo come avverrà, a partire dal 2013, per tutti gli altri rapporti.

In materia l’Agenzia delle Entrate non si è espressa in maniera esplicita, anche se recentemente (8 novembre 2012) ha trasmesso un comunicato con cui precisava che le modalità di trasmissione dei dati da parte degli operatori prevederanno “misure che consentiranno di garantire la riservatezza per la comunicazione dei rapporti scudati così come stabilito dalla normativa sul rimpatrio di attività finanziarie e patrimoniali detenute al difuori dello Stato”.

Se così non fosse, infatti,  verrebbero immediatamente meno due elementi.

Il primo, per il contribuente-scudante, di non avere più nessun interesse a mantenere segretato il rapporto ed a pagare, quindi, l’aliquota prevista.

Il secondo, per l’Erario, come consequenzialità al primo, di non potere più beneficiare del gettito previsto dalla nuova imposta speciale sui capitali scudati

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