L’azione della FED di allungare la scadenza degli interventi ha come effetto il flattening della curva.

Bernanke aveva già detto che avrebbe tenuto i tassi a zero (o quasi)  per oltre un anno, ora ci sta comunicando che sara’ per molto di piu’ e soprattutto che vuole arrivare ad emettere debito a lungo a tassi bassissimi per non gravare sul bilancio dello stato.

Un po’ come la Germania che si guarda bene dall’emettere debito indicizzato quando c’e’ chi gli compra il tasso fisso a 1.75%. Sarebbe un suicidio remunerare l’inflazione per la Germania quando ce’ chi sottoscrive il suo debito a tassi reali negativi.

Dall’altra parte c’e’ la Grecia che continua a tagliare stipendi pubblici, pensioni e chissa’ quali altre necessità di benessere primario (immagino una scuola senza gessetti, treni non puliti, mancata manutenzione di strade e ospedali ecc)…. un po’ come da noi, insomma.

Forse qualcuno si aspettava di più, e il pessimismo e’ scattato.

Dollaro che sale per rientri di capitale sugli USA, giappone che soffre per credit standiong ancora, rientro nel range dell’ SP500 future che buca deciso il midlevel di 1170 ed atterra a 1140.

Preopen a meno 3 delle borse europee mentre il bund ritesta i massimi e lo spread btp veleggia sopra i 410.  Il future BTP sfiora 97.50 (equivale a 99 sul settembre scaduto).

Ancora una volta dopo la scadenza tecnica i mercati scendono e non si vede purtroppo il relief rally.

Prosegue anche la dispersione, segno di stock picking, che ancora non tocca le banks per il rischio sovrano.

Supporto a 13.800 che verra’ probabilmetne violato in apertura, baluardo a 13.200 che sis spera di non vedere, ress la chiusura di ieri a 14.100/150 che ha contenuto l’ultimo  rally di mercoledi 21.