Non so se Mario Monti vive in un suo piccolo mondo in cui lo “scudo anti-spread” esiste davvero e le sue “vittorie” in campo Europeo hanno riportato il suddetto “spread” sotto i 200 punti in maniera permanente…Ma so che a chiusura Venerdi’ lo spread Bund-BTP era a 500, il rendimento del decennale italiano al 6,13% e quello spagnolo al 7,18%.

Complimenti Professore, aver portato la pressione fiscale effettiva alla vetta mondiale  del 55% per questo bel risultato, avrebbe ingenerato dei dubbi sulla validita’ delle teorie che lei persegue anche a qualcuno con il Q.I. di una tarma. A Lei no.

Lasciamo il Professore al suo piccolo mondo europeista, a noi serve capire cosa ci sta davanti.

Non fatevi illudere dai media, ci saranno alti e bassi ancora, ma la Spagna non ha un Piano B, e ha soldi solo fino a Settembre, e si indebita al 7.18% ( Venerdi’, da qui a Giovedi’ prossimo vedremo…). E non pensate che la Grecia sia sparita dall’orizzonte, e’ piu’ vicina al default definitivo adesso di quando si sviluppo’ in pieno il suo psicodramma mediatico.

E pensate che precipitare l’Europa in una trappola deflattiva che distruggera’ ricchezza e abbassera’ il tenore di vita di tutti, non e’ strettamente necessario, ma e’ un atto volontario che questa Eurocrazia monetarista e neoliberista consumera’ sulla pelle dei cittadini senza battere un ciglio, trasformando l’Europa intera in una zona morta fiscale e finanziaria.

L’Euro, fra al massimo 2 anni, non esistera’ piu’ perche’ e’ impossibile che continui a perpetuarsi questo squilibrio folle.

La BCE NON e’ una Banca Centrale. Le Banche Centrali di U.S.A. , Canada Inghilterra , Cina,  fanno quello che fanno le Banche Centrali; finanziano direttamente i deficit di bilancio acquistando titoli del debito pubblico e stampando moneta.

Quel che alla BCE e’ proibito fare.

D’ altro canto, se anche alla BCE venisse consentito di farlo (non contateci, prima la Germania uscira’ dall’Euro che acconsentire..) come rimarcato dalla Banca dei Regolamenti Internazionali, la politica monetaria non puo’ risolvere un problema di insolvenza. Scordatevi le fregnacce che leggete sull’’illiquidita” dei bond e dei debiti corporate europei, non e’ illiquidita’, e’ insolvenza, incapacita’ di ripagare il debito.

E poi, parliamo chiaro, un sistema economico e fiscale essenzialmente malstrutturato non va salvato o sussidiato. Va’ riformato. Duramente.

Salta la Grecia? Bene, prima di tutto a soffrirne sarebbero le banche greche, e poi un pugno di banche e assicurazioni francesi e tedesche. Lasciate affondare le banche greche, sono state complici nel bloccare qualsiasi iniziativa del Governo greco di fermare l’evasione e il riciclaggio di denaro delle elites greche. Sono co-cospiratori corrotti! I loro correntisti dovrebbero essere garantiti da uno schema standard di assicurazione dei depositi. Azionisti, obbligazionisti e depositi sopra la cifra massima assicurata..finiti. Basta, cancellati.

I Governi Francese e Tedesco si occuperanno di nazionalizzare le loro istituzioni che risultassero insolventi in seguito a questo, e gestirle su base temporanea come pubbliche.

Insomma, il debito va cancellato per riportarlo a livelli in cui sia affrontabile, e il costo sopportato da creditori stupidi che hanno prestato quel che non dovevano.

Degli Stati Uniti e del problema politico globale che portera’il neoliberismo e il neoconservatorismo a distruggere non solo il lavoro ma l’industria stessa e l’economia reale, parleremo in un prossimo articolo, prima di Venerdi’

Intanto, la prossima settimana vedremo se le 6 settimane di salita e di “risk on” dei mercati finanziari si prolungheranno grazie a qualche dichiarazione Europea a cui non fara’ seguito assolutamente nulla, o se il meccanismo “risk off/ risk on” e’ ancora l’unico trade che abbia senso tenere d’occhio.

Nel frattempo, la struttura della volatilita’ (VIX) e’ innaturalmente bassa rispetto alle “minacce” che si addensano all’orizzonte, e specialmente la struttura a termine, cosa che potrebbe presagire a un ‘inversione violenta e veloce dei mercati azionari in particolare. ( Quelli Europei sono un caso a parte, ovviamente, l’epicentro e’ li’).

Cio’ non toglie che Giovedi’ e Venerdi’, per ora, appaiono statisticamente, appunto, l’inizio dell’inizio di una battuta d’arresto di una fase “risk on ” di 6 settimane. Non sufficiente certo a giustificare l’apertura di posizioni corte, al massimo una riduzione di posizioni lunghe per stare alla finestra con un margine di profitto incamerato e un animo piu’ da spettatore..per ora.