Le borse Usa sono entrate nella stagione delle trimestrali  dopo aver fatto segnare gli ennesimi massimi assoluti di questo rialzo che sembra davvero interminabile; da qualche giorno tuttavia, iniziano a mostrare segni di stanchezza e questa settimana sono giunti anche i primi scricchiolii che potrebbero portare ad una fase di correzione più profonda.

Prendendo in considerazione lo S&P-500 , notiamo come il giorno 7 aprile sia stata rotta al ribasso una trendliine rialzista e dopo il rimbalzo delle due giornate successive, ieri è arrivata una sessione di cospicue  prese di profitto, generando una barra che ha fatto segnare nuovi minimi relativi.

Interessante il test dei valori minimi di marzo a 1823.75  (fut giugno). Gli operatori sono concentrati prevalentemente sull’uscita delle trimestrali, ma anche i dati dalla Cina (negli ultimi tempi deludenti), potrebbero contribuire alla liquidazione delle posizioni rialziste accumulate negli ultimi mesi.

Una chiusura inferiore a quella di ieri, decreterebbe probabilmente l’inizio di una fase ribassista, con i primi supporti  tra 1812 – 1807 , superati i quali ci sarebbe spazio per ulteriori  allunghi su livelli inferiori.

indice di borsa

S&P-500

Sul fronte cambi, l’Euro continua a mostrare forza relativa rispetto al dollaro Usa, arrivando a testare nuovamente quota 1.39. Ciò dimostra quanto il mercato ritenga poco credibile la retorica utilizzata da Draghi, il quale, come avevamo ampiamente previsto, nell’ultima conference call a margine della riunione di politica monetaria, ha sottolineato come la Bce sia pronta a mettere in campo operazioni non convenzionali  a sostegno dell’economia della zona Euro;  parole che sembrano dettate dalla euro-burocrazia, che sta vedendo messe in forte discussione le politiche di austerità attuate dall’inizio della crisi, in vista delle elezioni europee di maggio.

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