La speculazione è un’attività che consiste nell’acquisto e successiva rivendita  di beni o attività finanziarie al fine di ottenere un profitto dato dalla differenza tra il prezzo pagato al momento dell’acquisto  e quello ricavato con la vendita.

Gli speculatori professionisti cercano di prevedere le quotazioni future ed operano continuamente per trarre profitto dalle frequenti variazioni dei prezzi dei beni (enciclopedia Treccani). Le previsioni riguardano due diversi aspetti: i movimenti dei prezzi di brevissimo periodo e i movimenti di più ampio respiro. La capacità di prevedere questi ultimi consiste nell’intuire la posizione giusta durante il trend principale cioè essere lunghi quando il mercato sale e viceversa. Mentre è detta capacità “speciale” quella che permette di prevedere le oscillazioni dei prezzi all’interno della tendenza principale. Questo tipo di speculazione di brevissimo periodo è anche detta trading intraday o scalping (la cui traduzione letterale è “scotennamento”).

Ogni speculatore deve controllare tre componenti essenziali del trading: un’equilibrata psicologia individuale, un trading system logico e un piano valido di gestione del rischio.

Quindi la speculazione può essere definita come un’attività di previsione con la quale l’operatore di borsa, sulla base della propria propensione al rischio, cerca di ottenere un utile. Utile che è incerto nel se, nel quantum e nel quando.

Nel comportamento dello speculatore, quindi, non c’è nulla di negativo da un punto di vista sociale, “semplicemente, si tratta di un individuo che ha un’opinione diversa da quella prevalente ed è disposto a rischiare una parte della sua ricchezza in una scommessa con il resto del mercato.”

Ciò che potrebbe essere considerato negativo da un punto di vista etico è il caso dello speculatore che, pur ritenendo un titolo sopravvalutato, decide di acquistarlo sperando di poter approfittare del comportamento imitativo degli altri operatori del mercato per rivenderlo a un prezzo superiore. Ciò comporta un ulteriore allontanamento del valore di mercato del titolo dal suo valore “vero” e quindi un aumento della volatilità del prezzo. La strategia speculativa, in questo caso, consiste nel rimanere lunghi fino al momento in cui si ritiene che la quotazione abbia raggiunto il suo livello di massimo e in quel punto abbandonare la posizione facendo crollare improvvisamente i prezzi. Le fluttuazioni che ne derivano verrebbero ampliate dalla massa degli operatori che prenderebbe le proprie decisioni di trading seguendo le “indicazioni” date dagli speculatori.

Le operazioni sui mercati finanziari possono essere suddivise in due categorie: le operazioni di copertura e quelle speculative. La maggior parte degli studiosi è concorde nell’affermare che la speculazione rappresenti circa il 70-80% del volume totale. “Questo significa che sono gli speculatori a formare i prezzi. …la speculazione è una realtà innegabile, certamente non criticabile e perfettamente indispensabile allo sviluppo dei mercati, nella misura in cui essa è spesso la sola contropartita alle operazioni di copertura delle istituzioni finanziarie. …lo speculatore è interessato meno alle caratteristiche concrete di un investimento che non all’interpretazione che il mercato ne farà. Lo speculatore dunque, cerca di conoscere l’opinione media degli operatori che gli indicherà il comportamento che deve tenere”.

L’analisi tecnica è proprio lo studio del comportamento prevalente del mercato: i privati imitano le mani forti. Pertanto, i titoli che verranno richiesti dalla massa degli operatori non saranno i titoli migliori ma semplicemente quelli per i quali si prevede una domanda elevata.

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