Ritorna alla ribalta lo spread BTP/BUND, che ha ripreso a salire verso quota 280 Bps.

Va da sé che i nostri governativi ne risentano a stretto giro, portando il rendimento del decennale in area 4,30%.

Osservando la curva dei rendimenti dei titoli di stato italiani, notiamo un allargamento su tutto il tratto di curva, ovviamente più marcato su duration elevate. Un colpo d’occhio al report in figura mette bene in evidenza questa situazione, dove troviamo i titoli che nel corso dell’ultima settimana hanno accusato una diminuzione di prezzo (e quindi un incremento di rendimento) di almeno 50 bps e che abbiano scambiato almeno in media 1Mil di Euro.

Dire se questo sia l’inizio di una correzione decisa, o addirittura di un inversione di trend, è prematuro, poiché gli elementi sono ancora pochi: certo che la decisione della BCE di lasciare i tassi invariati, in contrasto con le aspettative dei mercati che invece scommettevano su un taglio di 25 Bps, dà il senso di un possibile allentamento della politica monetaria ultra-espansiva, come anche le parole di Draghi lasciano intendere.

Rimane valido il suggerimento di prendere profitto parziale sulle posizioni lunghe a duration elevata, in attesa di capire cosa vorrà fare il mercato. La liquidità derivante può tranquillamente rimanere cash per qualche settimana, oppure può essere destinata all’acquisto di qualche bond a tasso variabile.