Cigni neri e copertura di portafoglio

Nassim Taleb è sicuramente più famoso per i suoi  libri , due su tutti “ giocati dal Caso “ e “il cigno nero”, libri che consiglio vivamente a tutti  coloro che non li hanno ancora letti,  che per il contributo quantitativo dato alla finanza. Sicuramente ha un grande merito che è quello di porre l’attenzione sugli eventi rari, appunto i cigni neri che però hanno nel tempo una loro sicurezza statistica di avverarsi , non sappiamo quando ma sappiamo che shock finanziari improvvisi ce ne sono stati e ce ne saranno e che si manifestano in modi sempre diversi.

Come fare quindi per tutelare i nostri portafogli da questi shock imprevisti ?   Questo intervento è liberamente ispirato all’articolo comparso sull’ultimo numero di  borsa e finanza “ETF e opzioni anti Cigno nero”.

I metodi efficaci  secondo me sono solo due:

1-       Applicare la regola dello stop loss,  molto nota nel mondo del trading,  quando si apre una posizione avere sempre chiaro dove la si chiude in perdita e soprattutto farlo appena si arriva al livello deciso.  In questa seconda frase stà il problema ,  quanti investitori conoscono questa regola  ?  Direi molti , sicuramente molti di quelli che leggo su questo blog ,  ma quanti veramente la applicano ? sicuramente pochi e di questo ne sono sicuro , anche perché non si sarebbero   sviluppati così tanto due filoni di studio della  finanza quali

la finanza comportamentale ( studia  e risconosce i comportamenti non razionali e illogici degli investitori)  e il trading algoritmico ( alla macchina do le regole e Lei le applica , così quando devo uscire in perdita non prendo tutte le volte  il peso psicologico dell’agire)

Rispettare degli stop loss può nella mia esperienza con  portafogli di clienti che seguo  produrre due tipi di problemi altrettanto gravi:

A – lo stop loss non viene rispettato perché i tempi che richiede lo stesso  non sono quelli dell’investitore ( es mentre bisognava uscire da un operazione era in ferie alle Maldive , quando torna il disastro e compiuto)

B – l’investitore resta come paralizzato di fronte ad un improvviso crollo e  non agisce.

L’uso di questa strada  per portafogli non personali ma di clienti nei primi anni della mia attività mi ha dato solo problemi  e stress . L’homo sapiens per come si è evoluto dalle caverne fino ad oggi non è ancora pronto per applicare regole che hanno poco di umano, lo stop loss è una prerogativa di una nicchia del genere umano fatta di traders professionisti e gestori algoritmici se non appartenete a queste due categorie lasciate stare.

2-       Difendersi dall’evento raro con la de correlazione- creare un portafoglio “assicurato”

Questa è il metodo  che io ho trovato più efficace nel tempo e che ha dato migliori risultati.  E questo perché quando si verifica l’evento tragico e imprevisto gli anticorpi sono già presenti nel portafoglio e passano all’azione,  è come vaccinarsi.

L’approccio è totalmente diverso, quando si crea un portafoglio ci si deve chiedere e misurare in che modo le attività finanziarie sono tra di loro correlate. L’obiettivo di proteggere il portafoglio viene  così raggiunto inserendo in dosi opportune delle attività finanziarie che si propongono di svolge il mestiere  di controllare la  volatilità nei momenti di “ disastro”   e per le quali il rendimento apportato al portafoglio è un elemento del tutto “trascurabile”.  E’ così nata da alcuni anni la caccia all’attività finanziaria, sia essa fondo, etf, commodities, decorrelata.

La correlazione e misurabile matematicamente e oscilla tra gli estremi  -100% ( attività perfettamente decorelate) e +100% ( attività perfettamente correlate) passando per zero che ci dice che le due attività che stiamo misurando non sono tra di loro correlate ne in positivo ne in negativo.

Vi riporto un esempio di semplice  matrice di correlazione calcolata a tre anni con campionamento settimanale in cui si misurano due fondi comuni rispetto al mercato azionario eurostoxx 50.

Amundi F. Absolute Vol. EuroCarmignac PatrimoineEuro Stoxx 50
Amundi F. Absolute Vol. Euro Equities1
Carmignac Patrimoine-0,021
Euro Stoxx 50-0,57-0.121

La matrice ci evidenzia che il fondo amundi indicato ( che è poi lo stesso di cui si parla anche nell’articolo di borsa e finanza)  è molto decorrelato (-57%)  rispetto all’indice azionario , questo ci dice che di fronte ad un ipotetico crollo delle azioni questo fondo ha probabilità molto alte di ben performare. Guardando la metodologia di gestione capiamo il perché, usa massivamente le opzioni in acquisto puntando  molto sul gli aumenti di volatilità tipici dei crolli azionari.

Per quanto riguarda l’arcinoto Carmignac Patrimoine la correlazione è introno allo zero (-12%) quindi nessuna correlazione con gli indici azionari ne positiva ne negativa, sentento al telegiornale che l’indice eurostox ha fatto +3%  non abbiamo   nessuna indicazione significativa che ci dica se il nostro fondo sarà salito o sceso.

Quindi tutto semplice ?  Assolutamente no perché ci sono altri tre aspetti importanti da considerare

1-       Le correlazioni cambiano nel tempo , bisogna quindi oltre  ad avere gli strumenti tecnici per misurarli anche farlo periodicamente per vedere come si evolvono.

2-       Se l’attività decorrelata porta con se anche rendimenti negativi in valore assoluto l’utilità della correlazione viene meno.  Bisogna trovare attività decorrelate possibilmente con rendimenti negli anni mediamente positivi.

3-       Che peso dare agli asset decorrelati ?

Sul mercato azionario la materia degli strumenti “ assicurativi” del portafoglio azionario si sta sviluppando bene , dall’articolo di borsa e finanza si segnala che in Canada iniziano ad esser quotati i primi etf di questa natura. Discorso diverso è l’obbligazionario dove a parte i CDS ( credit default swap )  la materia è ancora tutta da affrontare anche perché  un vero e proprio cigno nero su questa asset class non  si è verificato con riferimento a mercati sviluppati o presunti tali .

Chissà che non sia proprio lui il prossimo cigno di un colore tutto nuovo  !