I rendimenti obbligazionari dei titoli decennali si sono modificati di poco rispetto a un anno fa. Riteniamo che difficilmente questo regime dei tassi bassi potrà durare a lungo nel futuro.

L’economia globale è ai massimi da tempo, e l’FMI ha alzato le sue previsioni per la crescita economica globale; forte impulso è arrivato tra  l’altro anche dai tagli delle tasse statunitensi sbandierati e i loro benefici presunti per la più grande economia mondiale.

A questo punto è sempre più vicino il momento in cui le banche centrali adegueranno la propria politica monetaria. Nessuno a questo punto vorrà rischiare di veder soffocata una ripresa che hanno tentato così duramente di stimolare.

I rendimenti obbligazionari a 10 anni statunitensi e tedeschi sono già aumentati di parecchi punti base quest’anno, e in questo contesto la posizione della BCE risulterà cruciale. Mentre la ripresa continua, la banca si sta preparando a portare a termine il Quantitative Easing (QE).

Questo potrebbe avvenire già a settembre, con un rialzo dei tassi già a partire dall’inizio del 2019.

L’espansione economica da sola giustifica le misure di normalizzazione, anche se l’inflazione rimane fiacca ma in lenta ripresa.

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