Ormai lo stiamo dicendo e ribadendo analisi dopo analisi. Il dollaro è completamente correlato su tutto il mercato del forex e soprattutto in momento di grande potenza da parte del biglietto verde, non solo sulle valute europee ma, e forse soprattutto, sulle valute orientali come yen e dollaro australiano. Chiaramente, il neozelandese segue il riferimento del partner commerciale e segue la discesa dell’Aussie.

Tra giovedì e venerdì, su notizie importanti e comunicati stampa dei presidenti di BoE e BCE sono stati registrati forti acquisti di dollaro che hanno portato i cambi principali, quali EurUsd e GbpUsd, a cedere molto terreno in poco tempo, anche durante l’assenza degli operatori americani nella giornata dell’indipendenza.

Anche sul fronte dello yen la situazione non è molto diversa, seppur in una situazione di lungo termine più confusa. Il trend di lungo periodo del cambio UsdJpy dopo la grande rimonta dei mesi passati ha subito una logica frenata, portando le contrattazioni negli ultimi tempi a percorrere un range laterale che per ora non sembra portare da nessuna parte.  Dopo lo sforzo passato della BoJ per attuare questi importanti cambiamenti era più che logico un momento di riposo del prezzo ma, in caso di violazioni confermate delle resistenze appena testate, sarà possibile rivedere una tendenza positiva con target davvero importanti dettati dal grafico weekly.

Sui vari cross quindi prevale indecisione e tendenze laterali, specie tra AudJpy e NzdJpy che si trovano ad accorpare valute momentaneamente molto deboli e di conseguenza una bassa volatilità e nessuno spunto per operare in sicurezza. Resta quindi d’obbligo seguire principalmente i major che offrono davvero moltissime possibilità di investimento che per ora restano sempre a favore di dollaro, se non in qualche veloce tentativo di acquisto in intraday.

Sulle vicende dell’Egitto abbiamo invece avuto uno sbalzo nel prezzo del WTI che pero’ non ha portato a nessun movimento stravolgente. Le contrattazioni pero’ hanno riportato la situazione nella norma con un prezzo del petrolio bene o male stabile.

Gold e Silver, continuano a vedere probabilmente l’uscita di molti operatori da questo Asset giorno dopo giorno. Ormai lo XAG ha già riassorbito totalmente tutto il trend di apprezzamento iniziato nel 2007 mentre lo XAU non è ancora su questo livello di perdita ma la strada per arrivarci è ormai davvero poca. Anche qui, per il momento, consigliamo solo operazioni in short, in attesa che qualcosa nel mercato cambi.

Loris Zoppelletto