Cari risparmiatori,

lo sapevate che a breve saranno (con tutta probabilità) quotati i fondi comuni di investimento? Sapete che cosa potrebbe comportare questa novità? Attendiamo con grande curiosità le modalità e le procedure con le quali dovrebbe avvenire la quotazione dei fondi sul mercato telematico accentrato.

Tecnicamente significa che esisterà una cassa di compensazione tra chi vende  e chi compra, praticamente sarà come passare dall’OTC (over the counter) dei transfer agent ad un mercato unico centralizzato tra le controparti che hanno accesso a tale mercato.

Questo dovrebbe ( lasciatemi usare ancora il condizionale per pura scaramanzia) consentire agli investitori di poter comprare i fondi direttamente  sul mercato, presso qualunque banca , bypassando quindi il problema delle convenzioni di distribuzione delle stesse, poiché tipicamente le banche vendono ai clienti solo i fondi che hanno in accordo di distribuzione.

Non è quindi assolutamente vero che oggi i promotori possono vendere ai clienti tutti i fondi che gli vengono richiesti, poiché in realtà ciò vale solo per quelli che le loro società mandanti hanno  in distribuzione.

Per varie ragioni in questo momento non è semplice stabilire quali potrebbero essere i veri vantaggi per i risparmiatori: in primo luogo occorre verificare  se questa nuova legge permetterà a numerose e validissime società di gestione estere (finora inaccessibili al pubblico retail italiano) di  sbarcare sul listino telematico o meno. Il diavolo ci  può sempre mettere lo zampino. Specialmente in Italia.

In assenza di un testo di legge già approvato possiamo solo fare delle ipotesi. Ad esempio, poiché la quotazione dei fondi in Borsa “salta” il passaggio (che oggi costituisce la prassi comune per chi volesse acquistare fondi) che avviene attraverso la banca e il promotore ( e per il quale attualmente vengono remunerati) è facile immaginare che   saranno probabilmente quotate delle classi più convenienti rispetto alla classe retail pura (attualmente la più onerosa per il risparmiatore), e che pertanto potrebbe venirne creata una ad hoc che possa rappresentare una via di mezzo tra la classe istituzionale ( riservata per importi minimi generalmente superiori ai 500 mila euro e poco o per nulla redditizia per chi rivende) e quella retail, visto che su queste  classi non sarà più prevista una remunerazione nè per i promotori finanziari né per le banche.

Ad ogni buon conto, se fossi un promotore finanziario dormirei sonni tranquilli,  non credo che il mercato imploderà a seguito della quotazione dei fondi, poichè ritengo che ci sarà sempre la maggiorparte dei risparmiatori che continuerà ad avere bisogno dell’assistenza di un professionista in fase di selezione del prodotto di investimento. Come d’altronde avviene già all’estero, dove da anni assistiamo ad una maggiore apertura del mercato alla concorrenza.

Del resto – per fare un esempio –  mi sembra che, nonostante la maggiore possibilità di accesso a mezzi di informazione di ogni tipo, i consumatori in Italia non abbiano in realtà mai smesso di fidarsi del farmacista né di  comprare i farmaci prescritti dal medico. Non  vedo dunque validi motivi all’orizzonte per cui i risparmiatori debbano inaugurare una nuova e pericolosa versione del ” fai da te” con tutte le possibili conseguenze negative sull’investibile,  a meno che non siano a loro volta degli esperti.

Il servizio quando è ben fornito è giusto che sia pagato.

Per fare un esempio, in Svizzera e Lussemburgo da anni è possibile comprare presso la propria banca depositaria e presso qualunque giurisdizione tutti i fondi che si desidera inserire in portafoglio, nell’ambito di un contratto di  gestione cosiddetta ” civilistica”,

e per tale servizio di selezione i clienti pagano una somma di gestione o di  consulenza ad intermediari qualificati.

Cosa cambierà invece per le società prodotto ?  Credo che semplicemente avranno un ulteriore mercato. Considerando che solitamente la concorrenza tende a migliorare la qualità ,  questo passaggio non potrà che essere positivo per tutti.

Tutto secondo le migliori previsioni dunque? Consiglierei di aspettare prima di cantar vittoria. Qualche sirena potrebbe sempre deviare il nocchiere dalla rotta…

Ecco la performance dei nostri portafogli paragonati a quelli delle Big Four.

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