L’autunno si è aperto per le banche italiane sotto una forte pressione europea (e di conseguenza anche  nazionale, da parte della Banca d’Italia) alla ricapitalizzazione, alla revisione degli attivi  e alla riorganizzazione del modello di business. Già prima dell’estate la Banca d’Italia aveva effettuato approfondite ispezioni su 20 banche, ed esteso a otto di esse l’analisi a tutto il portafoglio crediti, passandone al setaccio l’intera operatività. Con riflessi  anche pesanti per il management come nel caso di Banca Carige alla quale Banca d’Italia, ha chiesto a fine luglio un ampio rinnovamento del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale. O di Banca delle Marche che è stata commissariata a fine agosto. Entro ottobre il quadro dovrebbe essere più definito. Il presidente della Bce Mario Draghi  ha infatti annunciato che a metà mese vi sarà una piena comunicazione sui risultati delle ispezioni nell’Eurozona. Ma strette da regolamentazioni internazionali più severe, da verifiche attente sulla consistenza patrimoniale, da rigidi vincoli prudenziali, dal timore delle sofferenze in aumento, le banche italiane hanno ridotto la loro capacità di erogazione alimentando il fenomeno della disisntermediazione creditizia. Negli ultimi due anni è infatti notevolmente cresciuto il numero delle aziende di maggiori dimensioni e buon rating che si sono presentate al mercato offrendo bond e sostenendo un costo di funding generalmente più contenuto del credito bancario. La tecnologia ha inoltre aperto la strada della disintermediazione anche alle famiglie come dimostra il fenomeno del peer to peer landing o prestito P2P e cioè quel prestito diretto tra privati senza l’intermediazione di una banca. Un settore emergente, formato da società che, tramite un portale internet, mettono in contatto individui o imprese che hanno bisogno di denaro con altri che sono disposti a prestarlo. Oggi in altre parole si assiste da un lato a una contrazione dell’attività che fa riferimento alle banche e, dall’altro, a una espansione di canali alternativi al sistema bancario favoriti sempre di più dallo sviluppo tecnologico. Senza approfondire la possibile evoluzione che questo trend potrebbe avere negli anni a venire, è plausibile affermare che il digitale e la tecnologia di massa stanno rivoluzionando l’intero modo di concepire e rapportarsi del mercato con il sistema finanziario in generale con ovvie conseguenze sul peso, sul ruolo e sui modelli operativi delle banche.

In collaborazione con il mensile Banca Finanza ed in anteprima su finanza.leonardo.it

editoriale ottobre 2013  del direttore Angela Maria Scullica