Nella giornata di ieri abbiamo avuto una conferma di quanto possa andare ad incidere la notizia nel andamento di mercato. Sebbene il momento clou, da lungo atteso dai mercato, si sia verificato di mercoledì, con evidenti ripercussioni nelle contrattazioni, la giornata di giovedì si è dimostra di continuazione, sulla scia del giorno precedente.

L’imbarazzante lateralità di martedì sicuramente lasciava presagire che qualcosa, in un senso o nell’altro, sarebbe successo e visti i prezzi alti di euro e sterlina, un ribasso era tutt’altro che imprevedibile. Non solo il forex ma, e soprattutto, le borse hanno reagito male con S&P e DOW in grossa difficolta cedendo il 2%, in un sell off continuato poi anche dai metalli, oro e argento.

Per quello che riguarda il nostro mercato, il Forex, la giornata di giovedì ha consolidato i movimenti del giorno precedente e, per quello che riguarda l’eurodollaro, abbiamo avuto addirittura più volatilità rispetto al giorno precedente. La spinta continua ad avere margine e le figure di distribuzione di euro e sterlina potrebbero spingere a ritestare, almeno, i minimi di ieri, rispettivamente a 1.3150 e 1.5415. Un eventuale rottura potrebbe estendere maggiormente i flussi di acquisto di dollari nel breve termine e chiudere la settimana in forza per il biglietto verde.

Una considerazione dev’essere fatta anche per l’accelerazione dello Yen, anche se dalla Boj informano che il piano, simile al QE della Fed, potrebbe subire qualche contrattempo e rallentare. Insomma, le questioni potrebbero non essere cosi semplici come inizialmente Tokyo si auspicava. Il solido trend daily ha subito una brusca interruzione, fallendo in successione due tentativi di ripartenza dopo una correzione che ha portato i prezzi a riprendere i massimi di febbraio in zona 94.00. Ora abbiamo una forte spinta che potrebbe rappresentare un nuovo punto di partenza per tentare di partecipare nuovamente alla politica inflazionistica del Giappone.

Per il dollaro australiano invece le sorti non promettono nulla di positivo, almeno a livello grafico seppur incentivato anche qui da Sidney. L’Aud ha perso, proprio sul flusso di mercoledì, un supporto molto importante in area 0.9350, che nel breve poteva portare un po’ di respiro al cambio principale. Tentativo quindi di ripresa fallito e di conseguenza lo scenario non può che essere in vendita di Oz su tutta la linea, con particolare attenzione agli strumenti AUDUSD, EURAUD e GBPAUD, con tendenze ben delineate sul grafico a 4 ore. Il Kiwi, fido compagno, segue i dettami indicati dalla valuta di riferimento e conferma la tendenza ribassista.

Lucas Bruni