Un marziano investitore e un topo meccanico parlano della situazione globale dei mercati, scambiandosi idee e strategie                                                                                                                                                  T - Buongiorno, Signor Marziano

M – Buongiorno, Signor Topo. Sa, son nuovo di queste parti e le vorrei fare qualche domanda sulla situazione generale di questo pianeta e in particolare su questa cosa che i terrestri chiamano soldi e investimenti…. non ne so molto ma quel poco che so viene continuamente rimesso in discussione e finora ho perso parecchio… mentre mi sembra che lei almeno abbia le idee piuttosto chiare.

T – Ma certo. La prego pero’ di chiamarmi correttamente Topo Meccanico, che è cio’ che sono: e me ne vanto.

M – Mi scusi, signor Topo Meccanico capisco che ci tenga… in mezzo a tutti questi personaggi che si vendono per leoni e sono gattini bagnati, per nobili elefanti e sono solo serpenti, che dicono a noi poveri, sprovveduti marziani cosa fare ma in realtà non ne hanno nemmeno loro idea, la sua qualifica professionale è una garanzia di serietà.

T – Appunto.

M – Mi puo’ cortesemente parlare – se ne ha tempo – della sua famosissima strategia, per favore, la “Strategia del Topo”? Devo dire che quello che ho visto finora sul vostro pianeta oscilla tra una specie di videogame noiosissimo e improduttivo, chiamato trading, una sequenza di teorie astruse e di scarsissima applicabilità concreta ai soldi, che va sotto il nome di “teorie economiche e fondamentali”, e una serie di inziative apparentemente deliranti ma curiosamente sostenute dai media, che va sotto il nome di “azione delle banche centrali”. In effetti, non ho nemmeno capito bene quest’ultimo punto perché su Marte ha un altro nome, bolla organizzata su larga scala, ma sicuramente sono io che ho difficoltà a maneggiare il concetto.

T – Quante cose vuole sapere. Intanto parto dalla piu’ semplice. Come avevo già spiegato l’estate scorsa in un post, http://www.francescocaruso.ch/la-strategia-del-topo/a

la mia strategia di investimento è molto semplice: acquisto la borsa piu’ forte a fine Settembre e la vendo a fine Aprile. Stop. per il resto dei mesi sto liquido e me la godo. Se gli altri guadagnano da Maggio a Settembre, sono contento assai per loro.

M – Tutto qui? Ma non è possibile, me ne hanno parlato in migliaia come di una procedura segreta, elaboratissima….

T – Tutto qui. Mi spiace deluderla.

M – E quindi siccome siamo ad Aprile lei tra poco venderà tutto? TUTTO? Nonostante le Banche Centrali facciano un QE dopo l’altro? Nonostante in Italia finiranno per mettersi d’accordo? Nonostante l’economia prima o poi ripartirà e certi prezzi siano…. oooooohhhhhh…… cosi’ intriganti….. le bancheeee…..

T – Mi scusi, Signor Marziano, ma per essere uno venuto da un altro mondo lei mi sembra che ragioni già benissimo come un normale investitore. Perché ha bisogno di me? Perda pure i soldi da solo, prego.

M – No, la prego, non mi fraintenda. Mi faccio prendere dall’emozione, sa, sto studiando questo percorso continuo tra paura e avidità e in effetti non so dove sono ora.

T – Questo glielo posso dire io con assoluta certezza: le borse (parlo di quelle che sono salite, le piu’ forti, come gli USA, il DAX, il Giappone) sono in quella rara sublimazione circolare dell’avidità che porta alla paura, la paura di non guadagnare e di restare fuori, che è terribile e che è quella che quando ti afferra non ti molla piu’. I Bonds, poi, quasi dal primo all’ultimo sono in uno stato di Nirvana che fa credere agli investitori di star giocando su un tavolo truccato a loro favore. Cose già viste e riviste, insomma…

M – Ma i cicli, la ripresa, i QE globali… insomma il mondo è grande, ci sarà sicuramente qualche investimento che genera rendimento.

T – Guardi, il mercato migliore al momento è la borsa USA che è anche quella su cui pende la Spada di Damocle piu’ affilata e pesante come ha detto anche il mio amico Warren Buffet qualche giorno fa. L’Europa fa un tricche tracche improduttivo come il Barcellona quando gioca male e i BRIC si comportano finora in modo assai deludente. Se invece intende rendimento reale cioè al netto dell’inflazione, nessuno o quasi. Puo’ provare il debito pubblico italiano, se vuole e se ama il rischio.

M – Quale? Quello di quel bel paese che in realtà è un microcontinente e dove litigano sempre tutti? Ma qual è il problema di quel paese, sa che non capisco.

T – Il problema è semplice. Era una nazione agricola. Poi si è industrializzata e intorno alle industrie sono nati servizi e burocrazie statali sempre piu’ grandi. Ora, semplicemente, la struttura industriale non è piu’ cosi’ forte con la globalizzazione da sostenere tutto l’apparato buro-parassita che le sta attorno e il sistema sta collassando sotto il peso di un debito che è il terzo del mondo con un PIL negativo. Ma loro sperano nei Draghi, come nel medioevo….

M – Ma quel titolo di stato strano, il BTP, perché non scende se là va tutto male?

T – Perché un asset scende se ci sono piu’ venditori che compratori. E i venditori (le grandi banche europee) avevano venduto quasi tutto nella prima ondata di crisi, l’anno scorso. E ora c’è la BCE che sostiene i prezzi, fin quando puo’ e la Germania glielo permette….

M – Ok, l’Italia è piccola e io come investitore globale non sono interessato alle situazioni poco chiare. Ne riparleremo. Ma l’Italia non è dentro a quell’altra associazione grande, l’Europa? Perché l’Europa non la tira fuori dai guai?

T – Ci sta provando ma non è facile. L’Europa ha due sole cose comuni: il nome e la moneta. Troppo poco. Qualcuno avrebbe dovuto pensare che senza una politica salariale e fiscale omogenea sarebbe finita com’è finita, cioè a tronconi Nord-Sud e con enormi tensioni.

M – Ho capito. Lei è un pessimista. Al massimo mi dice di investire qualcosa sulla borsa americana…

T – …ma con la certezza che è in una bolla e che prima o poi – cioè al piu’ tardi entro il 2014 – si sarà rimangiata tutto quello che sta facendo finta di guadagnare adesso. Il P/E di Shiller, il ROC e il rapporto tra capitalizzazione e PIL sono chiarissimi. Possono mancare alcuni mesi, non di piu’.

M – Allora investiro’ sui bonds, che sono sicuri.

T – Bravo! I bonds a interessi reali negativi sono sicuri come una casa completamente mangiata dalle termiti. Da fuori sembra perfetta e dentro ci si puo’ vivere, magari male (quindi guadagnando poco poco) ma ci si puo’ vivere. Fino a che non si sente uno scricchiolio: e allora SHAZAAM, tutti fuori nello stesso momento prima che la casa crolli. Un classico caso di “collo di bottiglia”. Tutti pensano di essere abbastanza veloci da salvarsi, anche se la storia insegna che gli unici che si salvano sono quelli che escono prima che inizi il tutto. Le faccio vedere un paio di grafici che ho qui in tasca per farle capire a che punto siamo con la finanziarizzazione.

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M – Quasi quasi torno su Marte.

T – Bravo. Ha visto che casino che si sta preparando? Se sta qui ancora qualche mese se lo vede tutto. Ora negli USA siamo tra eccitazione e euforia….

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C’è oro sul suo pianeta?

M – Si, in grandi quantità.

T - Ne tenga da parte un po’, quando ci rivedremo potrebbe essere la cosa che ha piu’ valore qui sulla Terra…

M – Ma lei come pensa che finirà?

T – Non bene, soprattutto per i bonds che sono debiti. Ai governi poi poco importa se la gente normale è in Depressione Economica, l’importante è che il problema non si trasli all’economia finanziaria e che il gioco continui. Meglio i beni reali, anche se nei prossimi anni di ritorni eclatanti non ne vedo, in linea di massima. Ma potrei sbagliarmi, magari proprio sui mercati che adesso sono in crisi….

M - La saluto. Sono sconsolato e vado a scommettere sulle vostre strane partite di calcio sfruttando le mie doti telepatiche di controllo degli arbitri. E lei cosa farà?

T – Continuero’ imperterrito con la mia strategia. Dopo tutto, è il bello dell’essere meccanico.