Dopo l’intervento sul CHF della Banca nazionale svizera e il fissare un floor a 1.20 della divisa abbiamo rotto un altro tabu’: quello del controllo del livello delle divise dagli stati sovrani.

Personalmente sentendo amici che lavorano nella confederazione penso che sarebbero ben lieti di un cambio a 1.40, gli unici che traggono profitto dalla situazione sono i frontalieri che incassavano CHF e spendevano euro in italia. In pratica hanno visto un incremento per via della deflazione del CHF del loro reddito del 20%.

Fatto salvo questo, i chart dell’ Oro e dell’Argento mostrano segni di divergenza, e altre due riserve di valore dove parcheggiare durante i momenti di paura paiono vacillare come appetibilità.

ORO:

ARGENTO:

Nel contempo pero’ la situazione dell’ Ftsemib non e’ eccelsa: la zona 15.000 pare attrarre le quotazioni ma al momento ha ancora la configurazione di un pullback e il Dax ha ancor aun gap aperto che ptorebbe essere l’obiettivo primo della risalita.

GERMANIA:

SP500: lateralizza fra 1120 e 1220 (mean reverting a 1170)

Il mercato è ancora rotto, la liquidità e’ poca e la volatilita’ ancor amolto alta.

Abbiamo epr l’italia una moanovra economica, meglio che niente la montagna ha partorito il topolino (un topolino costoso per i cittadini) ma che ancora non e’ succifiente per rilanciare la fiducia sul nostro paese).

Sgridati come i bimbi pure dalla Spagna, cerchiamo di risalire almeno ai livelli della scorsa settimana, ma per ulteriori spinte in area 15.000 dopo il fallimento dell’assalto rialzista della decade scorsa servono flussi maggiori.

Al momento sotto 15.700 il mercato rsta da lavorare solo in ottica brevissima. Il regolamento contro lo hsort selling blocca la possibilit’ di vendree call spread almeno fino al 30 settembre e in momenti come questi di alta volatilità sarebbe la strategia migliore.

Sulle banks le opzioni dicembre put pagano quasi 85% di volatilità implicita (per intenderci una put 0.90 intesa vale 10% del notional ovvero vendendola si va a breakeven se intesa perde un ulteriore 20% da questi livelli gia miserandi)

La stessa enel 2.70 put dicembre paga  10 centesimi (quasi 4% del notional con un breakeven a un ulteriore 12% di discesa circa per un titolo che h aun price earning sotto il 9).

Insomma fiducia che manca ma valore che esiste davvero in molti componenti dell’indice italiano che dopo questa dieta dimagrante che hanno subìto paiono veramente difficili da comprimere ulteriormente)

A questo punto a livello grafico sopra 15.700 e a livello macro se arriva un inflow nella raccolta azionaria sull’italia avremo il segnale di ripartenza.

A quel punto scattera’ la solita pagliacciata degli analisti che oggi downgradano tutto e tutti a dire “e’ solo da comprare”.

Il chf quindi e’ finito, l’oro e l’argento paiono voler prendree fiato piu’ profondamente, il bund resta altissimo ma potrebbe stornare velocemente di 3 4% se gli spread si iniziano a richiudere in manierea piu’ massiccia.

La dichiarazione della Germania di non voler emettere note che pagano cedola legate all’inflazione la dice lunga sul fatto che fino a che lo stato tedesco puo’ emettere debito al 1.90% sul 10 anni non ci pensa neppure di dover pagare cedole legate all’andamento del costo della vita.