Ogni volta che il governo fa un annuncio (quindi tutti i giorni), la soglia di attenzione del mio cervello si eleva; il fatto è che, dopo l’annuncio, aspetto di sentire o leggere quali sarebbero (notare l’uso del condizionale), le coperture per i provvedimenti economici messi….nella vetrina della campagna elettorale in atto.

Il governo Renzi, a giudicare dagli annunci, ha già praticamente messo in busta paga dei lavoratori dipendenti che guadagnano fino a 25.000 Eur l’anno, bene 80 Eur al mese. “Buttali via” , ribadiscono i beneficiari del provvedimento. “Ci mancherebbe”, rispondo io, peccato che questi soldini non serviranno a rilanciare un beneamato nulla, tanto meno l’economia italiana, che non può competere a nessun livello in Europa, per i motivi legati al progetto di moneta unica di cui abbiamo parlato spesso, e di cui sono molto più competenti di me gli economisti che quotidianamente spiegano i danni perpetrati negli anni dall’introduzione dell’euro.

Ma torniamo agli annunci: oltre all’aumento per i dipendenti, il governo ha annunciato altri provvedimenti, come ad esempio la riduzione dell’Irap alle aziende per un controvalore di circa 10 miliardi oltre alla volontà di trattenere in Italia le aziende che vogliono delocalizzare e, attenzione, udite udite: il pagamento di circa 68 miliardi ai creditori della pubblica amministrazione da giugno a fine anno. Ma non finisce qui, perché nel manifesto del governo ci sono anche spese per ristrutturare le scuole e mettere in sicurezza il territorio dal dissesto idrogeologico di cui ci si ricorda solo quando succede che la gente ci rimette le penne e solo per qualche giorno.

Quindi ? Quindi bene le intenzioni, Il problema è che per fare queste cose non bastano gli annunci, ci vogliono le coperture economiche ma, dal momento che tutti sanno che la chiusura del Cnel o la riforma su Province e Senato non portano che spiccioli quanto a riduzione della spesa pubblica, la domanda viene riproposta. Dove sono i soldi ?

Al mattino ho l’abitudine di tenere in sottofondo Class Cbnc  (che trasmette a quell’ora le principali news finanziarie del giorno) mentre faccio ricerca sui mercati e preparo la giornata di lavoro; sta di fatto che ogni mattina, compreso oggi, di qualsiasi provvedimento del governo si parli, alla voce copertura viene indicato il gettito che deriverà dall’aumento delle tasse sulle rendite finanziarie previsto dal governo dal 20 al 26%. Tanto per cominciare bisogna tradurre : “rendite finanziarie” = “risparmi degli Italiani” e non i capitali dei grandi speculatori che fanno base tra Londra e i paradisi fiscali. Chiaro ?

Quindi, ricapitolando, dal momento che di discutere sui vincoli europei non se ne parla, dal momento che la spending review di Cottarelli è stata già messa in discussione e le tasse su imprese e proprietà sono già ai massimi, l’aumento della tassazione sul risparmio, dovrebbe coprire un po’ tutto, esattamente come il cappotto di Napoleone del mitico Totò.  E chissà se impegnando quel cappotto il governo ha intenzione di coprire anche i 50 mld di Fiscal Compact o magari di darlo a garanzia per il diabolico ERF dal prossimo anno.