Ieri, interpellato sulla situazione di grande emotività che stanno vivendo i mercati a seguito della prova di forza del Cremlino in Ucraina e soprattutto in Crimea, ho avuto modo di affermare: “quanto sta accadendo sui mercati, al momento è un puro evento speculativo. L’impetuosa salita in atto sui grains desta più di un sospetto e sembra giustificata solo in parte, poiché un’attenta analisi della situazione in Crimea, non può esimersi dal considerare la preponderante presenza di russi all’interno del territorio e, soprattutto, deve tenere in considerazione l’esito dell’imminente referendum avente come oggetto un’eventuale scissione poiché, se la decisione del popolo fosse quella di unirsi alla Federazione Russa, allora l’intero affaire si sgonfierebbe di colpo, con gli effetti sui mercati che tutti possiamo immaginare”. E passando all’operatività ho aggiuntosfrutteremo l’onda speculativa rialzista per cercare i segnali di inversione per posizionamenti short, qualora la situazione geopolitica dovesse tranquillizzarsi, soprattutto sul Wheat, di cui, ricordiamo, la Russia è il primo produttore mondiale” .

Nel pomeriggio di ieri il wheat, dopo un rialzo notevole pari a 38 punti intraday, ha visto il suo prezzo ridimensionarsi in chiusura. Ciò che preoccupa attualmente è la possibilità di un intervento militare che coinvolga l’Ucraina, già disastrata da un debito pubblico enorme e dalle settimane di guerriglia interna che hanno portato alla cacciata del dittatore; questa regione è ricchissima di coltivazioni di frumento e mais e siamo a ridosso del periodo della semina per il raccolto 2014/2015.  Normale che il mercato prezzi il rischio che qualcosa vada storto e venga meno parte del raccolto di queste due commodities per i prossimi mesi. Tuttavia è sempre bene tener presente, in questi casi che , statisticamente i premi sui prezzi in situazioni di rischio climatico o geopolitico, tendono ad essere sempre piuttosto generosi e quasi sempre, dopo la sfuriata iniziale, tendono a ridimensionarsi.

frumento

Grano

Anche gli altri mercati, così come i cerealicoli, oggi hanno fatto retromarcia, dopo i timori innescati in aperura di settimana: l’Oro è in discesa di 16 $ a1334 $ oz, il Petrolio perde 1.20 $ e scambia a 103.75, le borse hanno recuperato tutto il terreno perso, confermando , al momento, il solido trend rialzista in essere.

commoditiestrading

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