Piano americano per l’innalzamento del tetto del debito approvato, nessuno festeggia.

I Futures americani sono negativi in preapertura auropea con una chiusura asiatica che annulla il guadagno fatto segnare ieri dalle borse orientali.

Il dollaro resta scambiato alle 7.00 a 1.4250.

L’europa ancora una volta paga il conto per i problemi americani….. la borsa USA ha chiuso invariata ieri e per noi invariato rispetto a venerdi significherebbe 18.250 / 18.400

Siamo invece a 17.600 alla chiusura di ieri e questo rappresenta 3 – 3.5% peggio della settimama passata.

In aggiunta si è aperto a nuovi massimi lo spread btp-bund ed abbiamo segnato al chiusura più bassa del periodo anzi di parecchi mesi.

La trading banda attuale è limitata da 17.900 e al passaggio di quel livello e rivedendo 18.000 possiamo pensare di tentare di ricomprare con attenzione e solo in ottica intraday.

Le banche hanno prezzi bassi, bassissimi ed interessantissimi come già detto ma vengono viste come esposte al rischio di deprezzamento dei titoli di stato detenuti e se non stringe il btp sul bund nessuno entra sul settore.

Dopo il lunedi nero quindi un martedi grigio, la conta di morti e feriti sul campo di battaglia, lo scontro è finito, gli USA hanno ancora 2 anni di tempo per fare riforme strutturali per evitare che questo si ripeta.

L’economia resta debole e l’innalzamento del costo del denaro per lo stato si riflette sul costo anche per le aziende.

La borsa (parte di attività) dovrebbe essere preferita al psoto dei titoli di stato (passivita’) in quanto produce valore (o almeno dovrebbe) invece che essere rappresentante un debito come i bond.

Apertura di oggi quasi sicuramente piatta, investitori demoralizzati  e depressione serpeggiante, nessuna buona notizia in vista o che si spera di vedere dietro l’orizzonte….. la condizione ideale per iniziare le ricoperture ed impostare la ripresa dei mercati, se solo arriva qualche dichairazione politica e una serie di dati aziendali decorosi, come BNP che ha riportato bene stamattina.

Come termometro ancora il franco svizzero e l’oro. Eurochf era a 1.1400 solo la settimana scorsa ora e’ sotto 1.1200. Se iniziano le vendite di franchi e di oro allora siamo fuori dal tunnel della paura.

probabilmente la cifra tonda 1600 e 1.1400 contro euro insieme al ritornare sotto 130.00 del bund segnano i livelli di rientro della crisi. e almomento sono purtroppo un po distanti…..