Il 2013 è stato un ottimo anno per gli investitori, vista la notevole performance degli indici azionari… o forse no ?!

A dire il vero, credo proprio di no.

Provate a vedere la performance del mio benchmark, ovvero i cosiddetti “Big four” e noterete che in realtà la media viene alzata solo ed esclusivamente da un fondo, il Blackrock Global Allocation (un fondo bilanciato discretamente aggressivo).

In realtà, io credo che nei portafogli degli investitori italiani pesino molto di più i rimanenti tre fondi (o comunque fondi più obbligazionari che azionari) per tale motivo ho i miei dubbi che l’ottima annata delle borse abbia portato grandi guadagni nelle tasche degli italiani.

In ogni caso, venendo al 2014, credo sia opportuno apportare dei cambiamenti all’attuale strategia. I cambiamenti saranno come al solito molto semplici e facilmente attuabili dai lettori, qualora ce ne fosse qualcuno che abbia  voglia di investire realmente nella mia asset allocation. Poiché lo vado ripetendo ormai da un po’ di tempo, è giunto il momento di passare dalla teoria alla pratica, ovvero sostituire il fondo Muzinich High Yield Short Duration con il fondo Saxo Global Evolution Frontier Market. La motivazione è molto semplice, ormai i tassi d’interesse dell’high yield sono troppo bassi, dobbiamo quindi cercare del rendimento nel mondo dei governativi Frontier, che pagano intorno al 10-11 % su una media di rating di BB con duration media di 3,5 anni.

Il fondo Global Evolution è gestito da veri specialisti (sono basati in Danimarca) che trascorrono moltissimo tempo ad incontrare i policy makers dei paesi di frontiera (banchieri centrali, ministri dell’economia, classe imprenditoriale) per capire quale sia effettivamente la situazione macro e micro economica del Paese e soprattutto se saranno in grado di far fronte agli impegni presi. Questo approccio ha già dato i suoi frutti in passato, basti vedere il comportamento del fondo durante le ultime crisi.

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Oltre a questo inserimento, andrei anche a  sostituire due fondi macro che ho attualmente in portafoglio, Zest e Alessia, con due gestori che fanno Long Short Credit. I candidati sono Ignis Absolute Return e HI Numen.

Il 2014 potrebbe essere un anno adatto a chi è in grado di attuare più strategie sul mondo obbligazionario, potendo shortare e/o muoversi discrezionalmente sulle varie curve dei tassi mondiali. Questi gestori solitamente necessitano di volatilità ed è presumibile che nel 2014 si possa assistere a molteplici movimenti sui vari bond, di tutti i tipi.
Infine, non mi è piaciuta l’eccessiva volatilità non remunerata  nel corso del 2014 del fondo Long Short Alessia e per tale motivo lo andrò a sostituire con un altro fondo long short, specializzato sul mercato americano che si chiama  Proxima Invest Sicav North America Long Short Equity C USD.

Tra le altre cose, manca nel portafoglio questo tipo di strategia attuata negli USA e quindi credo possa essere una buona diversificazione. E’ fuor di dubbio che il nuovo portafoglio implementato dovrebbe essere più aggressivo  ed avere maggiore rischio, ma se vogliamo provare ad alzare un pochino il rendimento nel 2014 non abbiamo grandi alternative.
Capita che taluni investitori mi chiedano se io abbia un mio fondo dove attuare queste  strategie, perché a volte si rischia di fare come la vecchia di Fabrizio di André che nella splendida canzone “Bocca di rosa” si prende “la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto”.

Lungi da me questa idea, ma la risposta è sì.

Si chiama Pharus Best Global Managers e qui sotto potete vedere la comparazione dalla sua nascita con il Carmignac Patrimoine e il Pimco. L’obiettivo del fondo – decorrelato dall’andamento dei mercati – è di ottenere una performance superior all’Euribor di 200 punti base.

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Di seguito potete confrontare le performance 2013 del mio portafoglio con quelle delle Big Four

PORTFOLIO OLD

…e quelle del 2014 appena iniziato.

PORTFOLIO NEW