Lo so, conosco le mie colpe. L’unica cosa di utile ieri che ho postato è stato il report di Goldman Sachs che ha fornito una lettura degli avvenimenti  politici in base all’andamento dello spread: 325 si finisce al camposanto. E così per il momento non è stato, perché ieri abbiamo toccato di massimo solo 290. A bocce ferme oggi voglio postare qualche pensiero, che non è di politica come molti lettori penseranno (se scrivi di Borsa non puoi toccare la politica e se lo fai perdi ogni credibilità come commentatore e quindi io ben me ne guardo) ma semplicemente per cercare di capire dove stiamo andando. E non sono ragionamenti alla “dago spia”, che è l’unico sito a cui ci si può rivolgere per avere una lettura realistica e verosimile della crisi. E il che è tutto dire di come sia schizofrenica una situazione del genere.

Ora ieri in apertura l’apocalisse e viene da chiedersi se qualcuno non avesse shortato il venerdì. Scusate il pensiero ma è  impossibile non farlo. E se questo non è conflitto di interessi “borsistico” allora io sono Babbo Natale. Ma è solo un pensiero, ovviamente, perché io di prove non ne ho.

Poi in chiusura siamo tornati ai livelli di prima, della serie scusate se abbiamo scherzato. Ci sono titoli che abbiamo con profitto in portafoglio che hanno fatto la sparata verso il basso e poi sono letteralmente tornati dove erano prima in apertura. Conclusione: qualcuno ha comprato invece di vendere allettato dai prezzi bassi di una apertura fuori dal mondo oppure … ? Oppure qualcuno sa già come andrà a finire e che quindi questa è una finta crisi, finta nel senso che i ministri non sono dimissionari ma sono ben ancorati alla loro sedia e che alla fine quando Letta andrà in parlamento domani assisteremo alla nascita di un nuovo governo letta con il pdl spaccato. Questo l’ho iniziato a pensare ieri nel primo pomeriggio e mano a mano che il nostro indice recuperava e le piazze internazionali reagivano me ne sono convinto. E stamattina alle 4.00 ho letto sulla stampa che già ieri sera la spaccatura del PDL non era stata affatto ricucita da Berlusconi. Se non vi fate intimidire dalla crisi USA del debito pubblico e dalla vicenda politica italiana e semplicemente guardate le barre quelle di ieri non sembrano certamente, vista la chiusura, barre di sfondamento al ribasso ma barre di continuazione del trend rialzista.

Basterà aspettare domani per sapere se Tomasini sbaglia clamorosamente oppure ha ragione. In ogni caso prima di suonare le trombe del ribasso aspettiamo lo sfondamento all’ingiù del supportone di 17.500 del Ftse All Share. Siamo a ridotto infatti di una trendline che sembra molto forte ed è possibile la ricopertura del gap di ieri.

Per maggiori informazioni www.emiliotomasini.it