La settimana volge al termine ma non è il solito venerdì in cui i mercati si trascinano stancamente verso il week end festivo. Mentre è in corso il G20 partito oggi, l’attenzione degli operatori è puntata verso i dati macro Usa delle 14.30; come ogni primo venerdì del mese infatti, a tenere banco sono i “non farm payrolls”, rapporto mensile sugli occupati non agricoli. Questa volta i dati assumono una importanza particolare perché precedono la riunione della Fed in cui si dovrà eventualmente decretare l’inizio del “tapering” con conseguente riduzione di acquisti mensili di bonds da parte delle banca centrale , oppure il proseguimento della stampa di moneta , senza variazioni.

Quando fu implementato il quantitative easing 3 , Bernanke affermò che la sua durata era legata proprio alla disoccupazione, fissando al 6.5% il limite sotto il quale sarebbe stato interrotto. Attualmente siamo al 7.4% , ma nel frattempo i parametri di scelta sono cambiati e il mercato già sconta una cospicua riduzione delle iniezioni di liquidità.

Il problema maggiore della Fed attualmente è il rialzo dei rendimenti sui bonds, che ha già causato reazioni a catena sui mercati emergenti. Un ulteriore sell off sui titoli di Stato Usa, potrebbe creare non pochi problemi , visto l’enorme ammontare del debito pubblico.

Operativamente il focus quindi sarà proprio su tassi e dollaro. Le previsioni medie indicano un aumento degli occupati di 180.000 unità e un tasso di disoccupazione stabile a 7.4%.  Dati che si discostino significativamente dalle attese, saranno market moover in entrambi i casi. Con dati buoni, ci saranno acquisti di dollari e vendita di bonds e viceversa. Tra poco la risposta.

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