Prevalentemente di sesso maschile, in età matura, consapevole delle proprie competenze, sicuro delle proprie qualità professionali, guardiano attento dell’indipendenza, critico, schivo e lontano dai conflitti di interessi che possono sorgere da modelli di business basati sul prodotto e non sulla consulenza: ecco l’identikit dei financial advisor e financial planner emerso da un’indagine condotta in 12 Paesi europei da Efpa, la European Financial Planning Association, l’associazione indipendente che ha l’obiettivo di sviluppare il financial planning tramite la definizione di principi, programmi formativi e linee guida di valutazione comuni e di attribuire un bollino di qualità agli iscritti.

Il sondaggio è stato svolto nei 12 Paesi europei associati ad Efpa sul campione dei propri consulenti certificati e fornisce quindi un interessante e dettagliato spaccato del mondo della consulenza finanziaria, sia a livello europeo, sia “locale”.

Chi sono, quali sono le loro esigenze, chi sono i loro clienti e cosa chiedono? Queste alcune tra le domande cui i consulenti hanno risposto, tracciando le caratteristiche e le necessità del professionista di oggi, ma delineando anche le sfide quotidiane che la categoria si trova ad affrontare.

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“In Italia il sondaggio ha coinvolto oltre 4.000 professionisti del risparmio – commenta Aldo Vittorio Varenna, Presidente Efpa Italia – e ha messo in luce le differenze tra il nostro Paese e il resto d’Europa: abbiamo una maggioranza maschile ancora più ampia e un’età media più elevata, che va di pari passo con l’età media piuttosto alta anche della clientela che dispone dei patrimoni più corposi”.

“Interessante anche il dato – afferma Luciano Liccardo, Segretario Generale della Fondazione – di oltre il 60% relativo all’autoconsapevolezza da parte dei professionisti di avere acquisito valore aggiunto, soprattutto in termini di comprensione dei prodotti e della relazione con i clienti, tramite la certificazione”.

“L’indagine – conclude Varenna – porta alla luce, a livello nazionale, una grande esperienza, un elevato livello di formazione e un patrimonio netto gestito mediamente alto; tra le caratteristiche del financial planner più apprezzate da parte dei clienti ci sono chiarezza, capacità di formulare soluzioni personalizzate e, non da ultimo, riservatezza e discrezione”.

Il sondaggio è stato condotto da parte di Efpa, European Financial Planning Association, attraverso la rete delle singole associate (tra cui quindi anche Efpa Italia) al fine di comprendere meglio il contesto del mercato della consulenza finanziaria a livello europeo.

Ne è risultato un ritratto del professionista certificato prevalentemente di sesso maschile, in età adulta/matura, consapevole delle proprie competenze, sicuro delle proprie qualità professionali, guardiano attento dell’indipendenza, critico al riguardo alle scelte di prodotti e strumenti finanziari, schivo e lontano dai conflitti di interessi che possono sorgere nel pricing dei prodotti finanziari e da modelli di business basati sul prodotto e non sulla consulenza.

I certificati Efpa prestano la loro competenza e qualità di servizio a tutta la clientela, anche quella apparentemente meno interessata ed attenta alla materia finanziaria; tuttavia, quando si rivolgono alla clientela con una cultura finanziaria più evoluta, riescono a valorizzare al massimo il loro grado di preparazione professionale.

I professionisti certificati hanno un livello di istruzione dove a fronte di un 55% di diploma di scuola superiore si nota un’alta percentuale – pari al restante 45% – costituita da laureati o Master postlaurea.

Il percorso di mantenimento formativo è seguito costantemente ed in modo regolare.

L’indagine, quando si sposta sulla clientela dei professionisti certificati, evidenzia un dato coerente con l’esercizio della professione, l’età dei clienti: il 66% ha oltre 40 anni e il 34% oltre 65 anni, il che indica che le persone con età più avanzata sono quelle con patrimoni più importanti da seguire.

I professionisti certificati che seguono una clientela di buon livello patrimoniale sono coscienti come il primo obiettivo (oltre il 59%) sia quello di salvaguardare il patrimonio. Per differenza, il 41% pone come primo obiettivo la crescita del capitale.

Anche il numero dei clienti dei membri Efpa rappresenta un dato omogeneo, sia a livello europeo che a livello Italia: il 42% dei professionisti ha infatti più di 150 Clienti. Un dato che invece diverge dall’Europa è che il Professionista italiano svolge la propria attività mediamente in centri abitativi più piccoli mentre i loro colleghi europei dispongono evidentemente di città più numerose.

Un dato che emerge con forza sia dall’inchiesta europea sia da quella italiana, è che più dell’85% dei professionisti Efpa che hanno terminato il programma di formazione, superato l’esame e che seguono costantemente e periodicamente il mantenimento della certificazione, hanno ampliato ed approfondito le loro conoscenze e competenze in

materia di pianificazione/consulenza finanziaria; inoltre, attraverso la certificazione Efpa, più del 60% a livello europeo ha cambiato al meglio il proprio modo di lavorare, questo a totale vantaggio non solo del professionista, ma anche della clientela assistita.

Struttura del sondaggio

Sono state 5 le aree in cui si è articolato il sondaggio, così suddivise:

  1. chi sono i professionisti certificati Efpa
  2. quali sono le caratteristiche dei clienti e degli asset oggetto della consulenza
  3. le opinioni professionali
  4. il rapporti con i clienti
  5. il valore della certificazione Efpa

1. L’identikit del Professionista Certificato Efpa

L’indagine fotografa una presenza di professionisti certificati soprattutto di sesso maschile (85%) con età superiore a 46 anni (65%). In Italia, da notare, la presenza delle donne è inferiore seppur di poco al dato europeo (20% contro il 15% delle italiane). Anche la percentuale di chi supera i 46 anni è considerevolmente più bassa in Europa (42% contro il 65% italiano)

1. L’identikit del Professionista Certificato Efpa

L’indagine fotografa una presenza di professionisti certificati soprattutto di sesso maschile (85%) con età superiore a 46 anni (65%). In Italia, da notare, la presenza delle donne è inferiore seppur di poco al dato europeo (20% contro il 15% delle italiane). Anche la percentuale di chi supera i 46 anni è considerevolmente più bassa in Europa (42% contro il 65% italiano)

EFPA

EFPA

Dal punto di vista dell’esperienza nel settore, sia in Italia che in Europa, circa il 20% ha meno di 7 anni di esperienza; risulta molto positivo il dato italiano che evidenzia come ben il 58% lavora da più di 11 anni nella stessa azienda, dato superiore rispetto a quello medio europeo (48%).

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Il dato di fidelizzazione indica che un buon numero di professionisti certificati rimane nella propria azienda per diversi anni; ciò significa continuità di rapporto con la mandante e potrebbe essere letto come indice di stabilità dello stesso.

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Infine, interessante il dato emergente da questa sezione: in Italia a differenza che quanto si registra nel continente, l’attività viene svolta per l’85% in città con meno di 1 mln di abitanti

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2. Il portafoglio clienti

Il patrimonio gestito dal professionista certificato EFA lo pone nettamente ai vertici della categoria dei professionisti del risparmio. Solo il 14% ha un portafoglio clienti fino a 5 milioni, il 50% ha un portafoglio tra i 5 e i 25 milioni, e oltre 1/3 dei professionisti ha un portafoglio superiore ai 25 milioni.

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L’età matura dei consulenti si riverbera anche in quella dei clienti, di cui solo il 20% è sotto i 40 anni.

Il 59% desidera la salvaguardia/consolidamento del capitale e il 41% desidera che il capitale cresca, una volta tanto gli italiani si fanno notare per una leggera, maggiore attitudine al rischio; ben l’85% dei clienti accetta le raccomandazioni e le proposte di asset allocation dei loro consulenti certificati, e ben oltre la metà di questi delegano con fiducia.

Gli italiani sopravanzano gli europei di un buon 10%; il 70% della clientela dei Certificati si dimostra appassionato e/o interessato alle notizie economico/finanziarie trasmesse dai media del settore e/o dai media generalisti; il restante 30% presenta ben poco interesse a ricevere info dettagliate.

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3. Il mercato e la preparazione professionale

Il 65% dei colleghi certificati giudicano il mercato dei financial advisor/planner – inteso dal lato della domanda, come opportunità di lavoro – più che positivo.

Il dato italiano è molto confortante, in quanto denota una notevole differenza con l’Europa, che invece con la stessa percentuale lo valuta neutro o negativo.

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