Cari lettori,

nel nostro mestiere la regola della prudenza è d’obbligo ma io voglio infrangerla, d’altronde è facile parlare dopo, con il rischio di fare una figuraccia   io provo a dirvi come la penso oggi sabato 23 febbraio.

L’italia dal punto di vista dei mercati è all’interno della finanza globale e ne rappresenta ormai una estrema periferia,  noi italiani pensiamo che quello che succede nel nostro paese sia determinante per la nostra sorte in realtà soffriamo della stessa sindrome eurocentrica che  fa si che sulle nostre cartine geografiche l’europa si trovi al centro . ( Se ci pensate le cartine geografiche si potrebbero  disegnare e illustrare in molti altri modi , vedi http://www.giovaniemissione.it/mondo/cartografia.htm )

questo per dire che al mondo di cosa succederà in italia secondo me interesserà il giusto e niente di più. Esistono miliardi di persone che vivono bene senza avere dei BTP in portafoglio, con questo non dico che non bisogna averne, ma semplicemente per comunicare che in finanza tutto ” è raltivo”

Che la situazione sia  confusa e che sia possibile che dalle urne non esca una risultato di “ stabilità “ mi sembra che non sia un segreto ed il mercato sicuramente lo ha già considerato e in grande parte e lo ho a messo in conto.  I rendimenti del BTP decennale si sono portati sul baricentro del 4,5 % .  Qualunque sia il risultato delle elezioni non mi aspetto che ci si sposti di molto , anche se lo spread potrebbe essere più nervoso essendo un parametro che coinvolge anche il rendimento del bund.  Se il BTP si avvicinerà al 4% di rendimento sarà un occasione di vendita , di acquisto invece se dovesse puntare verso il 5%.

Quello che invece inciderà molto di più sono i mercati esteri ed in particolare il principale di questi l’ S&P 500 .

I segnali di una correzione, che sarebbe salutare,   ci sono ,  la conferma più evidente è il movimento l’indice di volatilità VIX che se si dovesse portare sopra a 16,5 ( linea blu del grafico qui sotto ) aprirebbe in modo ufficiale il ritracciamento , visto che negli ultmi 20 anni non ho mai visto salire la borsa italiana con una borsa americana che scende, ecco spiegato perché la mia attenzione la prossima settimana sarà molto più rivolta al mercato americano che alle elezioni italiane, sicuro che i nostri politici se c’è bisogno di dare una mano a  scendere ci sono sempre.

Se ci aggiungiamo che a marzo entrerà in vigore la tobin tax sulle azioni ecco che il panorama della zattera alla deriva nel mare (ovvero il  mercato italiano ) diventa più nitida,  come già successo in Francia la tassa non produrrà nessun beneficio per le casse dello stato , destabilizzerà i volumi di scambio portando un aumento di volatilità sui titoli interessati e farà abbandonare il nostro mercato a tutti  quegli operatori che lavorano a spread comprando vendendo titoli e coprendosi con i derivati.  Aggiungiamoci che l’abbassamento dei volumi farà peggiorare i bilanci delle sim di intermediazione e quindi come effetto collaterale a fine anno conteremo i posti di lavoro spariti per  questa fantastica imposta che nata per colpire gli speculatori leggendo nei regolamenti  si scopre che invece  i così detti speculatori sono gli unici che lascia indenni , infatti chi compra e vende titoli in intraday non sarà colpito dall’imposta .. ( quanti italiani lo sanno ? )

Avanti così che andiamo bene .. ..

Concludendo dico “diffidiamo di possibili rally positivi sull’azionario o sui rendimenti del BTP, magari alla notizia che un governo forse riusciamo ad averlo ,   se non supportati dai movimenti del mercato americano”.

Qualcuno mi ha accusato di  essere un relativista quasi fosse una brutta cosa.   E’ il miglior complimento che  mi potete fare.