Equilibri, equilibrismi, ma soprattutto equilibristi per non parlare di squilibrati…

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I mercati li vedo come un amaca, camminandoci sopra la rete dsi deforma.

se metto il piede in un punto, la tensione si dipana per tute le maglie

alcuni punti sono più premuti, e altri subiscono meno la pressione, ma tutta la struttura si deforma.

In questo contesto, ecco che alle volte alcune maglie sono troppo tese e parte la mean reversion appena viene tolto il piede (o la zampa dell’orso) dal punto che è più sollecitato.

Ecco la banca centrale svizzera e giapponese che interviene e partono le reazioni.

Alle volte le reazioni sono troppo emotive,.. come stamattina il corriere che titolava

Milano positiva, rassicurata dal premier

Ftse Mib +1,79% in apertura, poi leggera discesa

ora e’ negativa… mentre il resto d’europa galleggia a +0.4/+0.5. (spero vivamente che torni a salire, ma è il classico esempio di timing errato)

gli interventi delle banche centrali sono dei segnali, non delle soluzioni, segnali che non sono d’accordo sui livelli raggiunti dalla divisa.

Sui mercati ancora tensione, il 17.425 coi sui 3000 lotti scambiati la scorsa settimana ancora lo abbiamo sentito oggi.  Il fib e’ sui prezzi di ieri, ormai siamo invariati e lo spread btp bund che stringeva parecchio stamattina sta tornando verso una flebile variazione di miglioramento.

Dopo il discesone dobbiamo scontare volatilità, recuperare fiducia e il termometro dell’implied volatility segna ancora col suo 38- 40% la febbre alta. Ieri eravamo al 42… e a 42 arrivano le convulsioni.

Fra gli equilibri rotti abbiamo anche un Bund che rende meno del CPI e chiama il disinvestimento sul prodotto, un CHF che ha guadagnato il 30% dai livelli fisiologici di 1.40 / 1.50 contro euro (graditi alla banca centrale ma soprattutto agli italiani e agli austriaci che vanno nelle zone franche di confine a comprare).

La volatilità dei mercati sopra 25% tendenzialmetne spaventa gli investitori, sotto 15% senga un top, il bottom dei mercati di solito e’ fra il 40 ed il 60% a seconda della gravità delle scosse.

Qui il termometro segna un livello prossimo ai minimi salvo nuove notizie pessime (faccio fatica ad immaginarne).

D’altra parte se mi interrogo su motivi per comprare se non perche’ costa meno del mese scorso non ne vedo se non sui grafici decennali.

Siamo infatti ai minimi del 1997 e del 2002 su parecchi titoli. e nel lungo periodo pare proprio di essere sul bottom di un ciclo…. bisogna vedere quanto ci mette il mercato equilibrista a  guarire dalla gamba rotta della caduta e risalire sul filo.

Primi livelli ? 17.425 (si, quel volume anomalo mi affascina) / 17.900 / 18.250

Dax siamo distanti….  6.860 (stoploss ultima discesa scattati) / 7.000 / 7.280 (livello chiave)