Se voi foste a capo di un’azienda, fareste decidere ai concorrenti le regole con cui deve essere condotto il vostro business ?  Se foste velocisti, sareste disposti a correre i 100 metri con i piedi legati ?  L’Italia nell’Euro è proprio così, come un campione di velocità costretto a correre legato.

Le discussioni sulla eventualità di lasciare la moneta unica e tornare alle monete  nazionali in questo periodo si stanno facendo serrate soprattutto in alcuni dei paesi europei legati all’Euro. La verità è che mai nessun paese europeo è uscito dall’euro e quando qualche anno fa era sul punto di farlo la Grecia, le autorità della Commissione europea e la Bce fecero di tutto per evitare che questa ipotesi di verificasse. Il risultato delle politiche di austerità messe in campo dalla Troika durante il periodo del cosiddetto “salvataggio” non è sotto gli occhi di tutti fino in fondo, semplicemente perché si nasconde all’opinione pubblica il suo reale impatto sulla vita dei cittadini greci, sminuendo il disastro a cui sono stati condotti da una manovra che, de facto, ha salvaguardato solo le banche creditrici del debito pubblico ellenico, senza immettere un solo centesimo nell’economia reale di quel Paese.

L’apparato composto dai burocrati che hanno fortemente puntato sul mantenimento della moneta unica da parte della Grecia, sono gli stessi che oggi hanno in mano il potere nel resto dell’Europa, quelli che, pur di non creare un precedente pericolosissimo per l’esistenza stessa della UE così come è oggi, nel momento critico piazzarono in Grecia un governo fantoccio, attraverso cui espletare il loro potere, indebolendo ulteriormente le finanze di Atene. Non vi ricorda nulla questa pratica ? Non vi ricorda forse che l’Italia, dal 2011  ha visto succedersi governi non democraticamente eletti, ma frutto di veri e propri blitz concordati con i vertici di Bruxelles ? L’ho detto e l’ho scritto tante volte in questi anni, il parlamento italiano non ha alcun potere attualmente, tutte le decisioni vengono infatti prese dal potere centrale dell’Euro-burocrazia e i fantocci che sono seduti lì a Roma, servono solo a dare una parvenza di finta democrazia, che in realtà non esiste.

Io non so con precisione di quanto si svaluterebbe la nuova moneta nazionale in caso di uscita dall’Euro, nessuno lo può sapere con esattezza semplicemente perché le variabili in gioco sono tante e non vi è un precedente con cui confrontarsi. I sostenitori dell’Euro ad oltranza sembrano sicurissimi che la svalutazione non sarà inferiore al 25% , ma in questo modo avvalorano la tesi che il cambio per l’economia italiana è sopravvalutato almeno del 25% (buffo vero?);  pensate, lo affermano le stesse persone che sostengono a spada tratta la moneta unica, asserendo che Euro è bello e buono. Portatemi un solo sostenitore dell’Euro buono e giusto che avvalori la sua tesi con dati economici precisi e io sono pronto a cambiare idea. Io in Tv ho sentito esponenti della coalizione di governo fare a gara a chi la sparava più grossa sostenendo ad esempio che in caso di uscita dall’Euro non solo si svaluterebbe del 30% la nuova moneta, ma che scenderebbe della stessa percentuale anche il PIL . Booooommmm ! O anche che in caso di uscita dall’Euro dovremmo quasi chiedere un mutuo per fare un pieno di benzina e che per comprare il latte dovremmo portate i soldi nella carriola. Booommmmmm !  Capito a che livello siamo ?

Una cosa è certa: l’Italia non è e non sarà in grado di affrontare l’entrata in vigore del Fiscal Compact, che imporrà a breve al ministero delle finanze di reperire circa 50 miliardi in più all’anno, tutti gli anni per vent’anni, per ridurre il debito pubblico. E attenzione perché solo qualche settimana fa qui è scoppiato un mezzo putiferio per tre miliardi di tagli consigliati da Cottarelli, ci si arrabatta per reperire 150 mln al fine di completare le coperture sui provvedimenti urgenti del governo, si aumentano le accise della benzina a sorpresa e nel silenzio generale dei media in periodo pasquale per cercare un extra gettito di qualche milione di Euro, pensate un po’  cosa succederà quando, oltre a tutto questo, dovranno reperire altri 50 miliardi , cinquantamiliardi, diecivoltecinquemiliardi.

A questi signori voglio solo ricordare che gli italiani sotto la soglia di povertà sono aumentati negli ultimi tre anni e il ceto medio da cui hanno abbondantemente attinto ricorse è semi-distrutto, grazie alle patrimoniali su casa e risparmi privati, la misura è ormai colma.

E si lasci perdere che la colpa è dell’evasione, della corruzione, del fatto che siamo brutti e cattivi mentre i tedeschi sono belli e bravi. Senza sovranità monetaria, non potendo svalutare la moneta, si deve svalutare il lavoro, vie di mezzo, non ce ne sono.

Qualche giorno fa mi hanno chiesto per l’ennesima volta perché io sono a favore dell’uscita dall’Euro. Semplice, io ragiono in modo analitico e senza pregiudizi di alcun tipo. Per me in economia contano i dati e le ricette per migliorarli, non il partito che le presenta. Le ideologie stanno a zero. La differenza che ho notato fin dall’inizio della discussione tra euristi e no-Euro è stata subito l’evanescenza delle teorie dei primi, contro la concretezza dei dati economici portati a supporto delle proprie tesi da coloro che vogliono abbandonare questa gabbia in cui siamo stati condotti poco prima dell’inizio del nuovo secolo.
In Italia c’è bisogno di nuova linfa, nuova speranza. Uscendo dalla trappola della moneta unica, L’Italia potrebbe davvero riprendere in mano le redini del proprio destino, che oggi è deciso dai nostri concorrenti.

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