Buongiorno a tutti,

come sappiamo, questa sera alle ore 20:00 italiane si terrà la riunione della Federal Reserve, che dovrà decidere sui tassi di interesse.

Dopo la pausa che abbiamo visto sui mercati durante gli ultimi dieci giorni, si sono create delle potenzialità di aumenti significativi di volatilità su tutte le asset class, nello specifico sul mercato valutario.

Il dollaro americano non è andato a muoversi negli ultimi dieci giorni unidirezionalmente contro le altre major, il che è rappresentativo di un sentiment di mercato confuso e posizionato secndo dettami sia fondamentali che di attese sulle politiche monetarie. Il biglietto verde è infatti comprato contro euro, yen, dollaro canadese e franco svizzero, mentre è venduta contro sterlina (anche se questa mattina gli acquisti sono tornati), dollaro australiano e dollaro neozelandese. Da oggi potremmo tornare ad assistere a movimenti strutturali del dollaro americano, nel caso in cui dovessimo assistere a flussi di risk on o risk off a livello globale, con l’interessamento anche dello yen giapponese che potrebbero funzionare sia da valute rifugio che di finanziamento (le prime nel caso di vendita di borse, le seconde nel caso di acquisti di esse).

La cosa importante però, data la delicatezza del dato e la mancanza di correlazioni stabili tra i diversi strumenti finanziari che si è verificata durante le ultime settimane, sarà valutare come reagiranno le borse ed il dollaro, che potrebbero muoversi nella stessa direzione o in direzioni contrastanti. Questo ci darà la chiave di lettura che ci permetterà di crearci delle aspettative sfruttabili operativamente per la giornata di domani (BoE e BCE) e soprattutto di venerdì, quando verranno rilasciati i dati sul mercato del lavoro americano.

Le aspettative che possiamo crearci ora, ma che non determineranno alcuna scelta operativa fino al post Fed (che utilizzeremo per valutare cme detto la futura operatività), vedono tre possibili scenari.

Il primo prevede la comunicazione di nulla di nuovo da parte della Fed (che potrebbe limitarsi a ribadire la soglia che deve essere raggiunta sul fronte occupazionale al fine di limare gli acquisti di titoli (6.5%), che potrebbe portare a reazioni di qualsiasi genere sui mercati ma che, considerando quello che i prezzi stanno scontando, potrebbe essere supportivo sia per le borse che per il dollaro americano, soprattutto se i dati sul Pil del pomeriggio risulteranno positivi.

Il secondo prevede invece la fornitura di un time frame di riferimento subito dopo l’estate, che potrebbe essere interpretato come la volontà di non intervenire sulla politica monetaria durante mesi in cui la liquidità risulta ridotta a causa del periodo estivo, al fine di evitare potenziali tracolli dei mercati. Se questo fosse il caso, poco probabile a nostro parere in quanto crediamo che i membri del FOMC siano persone intelligenti ed in grado di interpretare i possibili scenari di reazione da parte degli investitori, le borse potrebbero scendere in maniera pesante, proprio a causa del fatto che gli investitori potrebbero cercare di anticipare potenziali discese dovute alla minor liquidità iniettata. Il dollaro, in questo scenario, che potrebbe vedere vendite di rischio estendersi alle altre piazze, potrebbe salire insieme a yen e franchi (su quest’ultimi vale sempre la regola del peg sull’euro però, attenzione).

Il terzo ed ultimo invece, potrebbe vedere l’indicazione di un time frame più in là nel tempo, diciamo da metà ottobre in poi, il che potrebbe invece essere supportivo per le borse che potrebbero essere acquistate a fronte di vendite di dollaro americano e questo potrebbe portare a salire anche le altre borse (considerando che in Asia si stanno cercando motivi per far partire correzioni).

Crediamo tuttavia che le indicazioni non saranno a livello temporale, ma verranno forniti dei target a livello di dati macroeconomici, il che potrebbe inquadrarsi perfettamente con il nostro discorso di attesa per agire da domani.

Seguiamolo insieme.