Il più deciso ribasso nel corso dell’ultimo decennio dell’indice EM Synthethic Exchange Rate Index.

Dal gennaio 2014 ad oggi l’EM Synthethic Exchange Rate Index sta declinando di quasi il 10% perché gli arbitraggisti sui tassi avevano montato operazioni di carry trade con indebitamento in US dollars per investire nelle valute ad elevati tassi dei paesi emergenti. Le prospettive di rialzo dei tassi stanno facendo sì che questi arbitraggisti ora precipitosamente chiudano le posizioni. Inoltre l’economia cinese sta rallentando più di quanto gli operatori si aspettassero. La caduta dell’MSCI Emerging Markets rispetto a quelle precedenti è per il momento ancora tollerabile anche se molti pensano che possa continuare ancora per qualche mese.

Ci sono paesi a rischio come ad esempio Brasile, Sud Africa, Turchia, Indonesia e India che hanno un disavanzo gemello sia della spesa fiscale e delle partite correnti. Ad esempio ci sono anche paesi dall’America Latina che sono vulnerabili alla Cina come Brasile, Cile e Perù. Il governo cinese sta operando un piano di intervento di rilancio dell’economia iniettando 81 miliardi di dollari nelle banche cinesi ma la realtà è che dal 2011 il tasso di incremento degli investimenti in asset fissi in Cina sta declinando pesantemente anno dopo anno sia nella manifattura che nell’immobiliare. Le opportunità di carry trade sono ora nello stesso punto in cui erano esattamente un anno fa e quindi la bolla si è pressoché sgonfiata ma questo è un aspetto eminentemente speculativo. Inoltre il Brasile ha avuto per la prima volta dal 2011 ad oggi un PIL trimestrale negativo dell-1%. E il Brasile è molto sensibile all’economia cinese perché il Brasile è grande esportatore in Cina.

Fino a qua quello che si racconta in giro.

Io esprimo la mia opinione in maniera meno arzigogolata ovvero che siamo in una fase in cui l’economia americana sta prendendo il passo di carica ed è normale che in una economia che va alla carica i mercati si preoccupino degli aumenti di tasso, ce ne preoccuperemo ancora molto nei prossimi anni, anzi sarà il leit motif dei nostri scritti.

In secondo luogo storicamente se gli USA volano gli Emerging Markets seguono mentre l’Europa per il momento sta al palo ma prima o poi ne sarà contagiata. Del resto se vogliamo comprare fondi specializzati in Emerging markets questo è il momento perché il mercato sta indietreggiano e a molti investitori stanno tremando le mani. Se guardate il grafico mensile la barra di settembre è ancora contenuta in quella precedente e quindi se compriamo qui non possiamo lamentarci del rischio perché è ridotto (sarebbe stato diverso comprare in  un mercato che vola).

Quindi per chi vuole prendersi il rischio di investire negli Emerging Markets questo dovrebbe essere il momento buono. Pubblichiamo di seguito il nostro ranking indipendente di rendimento Fondi un mensile di consulenza finanziaria autonomo e con la schiena dritta che ogni mese ordina i fondi autorizzati in Italia per ETI, Expected Trend Indicator, un indicatore proprietario sviluppato da Emilio Tomasini.

Di seguito il ranking dei fondi Emerging Markets con il primo fondo che è

LU0562314475SchrodersSCHRODER INT SEL-FRONT MK-B

Di seguito la classifica dei 5 migliori fondi Emerging Markets

 Azionari emerging  markets    
 SocietàFondo% 1 A% 3 AETI
LU0562314475SchrodersSCHRODER INT SEL-FRONT MK-B43,98%115,12%30,96
LU0352132103Franklin TempletonFRANK-MENA-A ACC$48,16%102,21%24,81
LU0352132285Franklin TempletonFRANK-MENA-A ACC€48,40%101,68%24,56
LU0568614167AmundiAMUNDI FDS-EQUITY MENA-SUC41,76%109,26%23,66
LU0316465888SchrodersSCHRODER INTL MIDD EAST-C€-A41,47%114,15%17,79

 CHIEDICI UNA PROVA SENZA IMPEGNO CLICCANDO QUI >>