Oggi forse esco un po’ dal seminato, ma non avendo nessuna variazione operativa da suggerire, ne approfitto per condividere il mio punto di vista sugli ultimi avvenimenti.

In questi ultimi giorni ho sentito e letto una quantità enorme di stupidaggini, menzogne, e quanto di peggio può offrire un’informazione intellettualmente disonesta e falsa. Personalmente non mi interesso di politica, ma mi interessano eccome i danni che le decisioni politiche riverberano sull’economia. Berlusconi si ricandida, Monti si dimette: crollo dei mercati, minacce di ulteriore taglio del rating, banche affossate da short selvaggi…

A leggerla così, insieme alla carta stampata e ai media, si direbbe che Monti è il nostro salvatore mentre Berlusconi è la nostra rovina. Peccato che le cose non stiano così, basta ragionare un po’ per vedere che i conti non tornano comunque.

Come ormai sappiamo, il nostro debito pubblico è a quota 2.000 Mld di Euro, e ha continuato a crescere costantemente lungo tutta la sua ormai lunga vita, salvo che in brevi momenti illusori in cui si pensava di aver invertito la tendenza. Ormai sappiamo anche che questi debiti non potranno mai essere onorati, perché molto semplicemente i soldi non ci sono. Ma questo non è solo un problema nostro, ma riguarda tutto il debito governativo globale.

Ora, quando Monti prese la guida del governo, esordì con un mantra che andava ripetendo ad ogni piè sospinto: “Rigore, Crescita, Equità”. Bene di rigore se n’è visto molto (forse anche troppo anche in ragione del fatto che è stato un rigore a senso unico), di crescita non se n’è vista, di equità… beh! Soprassediamo.

In pratica, cosa è successo? E perché nonostante tutti i proclami di messa in sicurezza dell’Italia stiamo peggio di prima, per non dire attaccati alla canna del gas?

Per capirlo è sufficiente riflettere un istante sulle funzioni dell’economia produttiva e sulle funzioni della politica. La ricchezza, quella vera fatta di beni e servizi, la crea l’economia, la crea la gente che lavora, la crea l’impresa che investe in capitale umano. E la politica, che funzione assolve? Rimanendo nel nostro ambito, la politica ha funzione redistributiva: cioè redistribuisce la ricchezza che l’economia produce.

Bene, se mettiamo insieme le due facce della medaglia, comprendiamo come in tutti questi anni (forse meglio dire decenni) non si sia fatto altro che distribuire debito, altro che ricchezza!!!

Con un PIL da prefisso telefonico, quale ricchezza si vorrà mai distribuire?

Ecco perché chi oggi ci dice “è tutta colpa di Tizio” o “è tutta colpa di Caio”, sta mentendo e vuole venderci una versione dei fatti distorta. Perché è da decenni che si dicono sempre le stesse cose, è da decenni che anziché attirare gli investimenti li si fa scappare all’estero, è da decenni che si applicano “ricette” economiche recessive, è da decenni che non si vuole affrontare i veri problemi, che sintetizzo in sprechi, corruzione e malaffare.

La strategia prudente adottata sul nostro portafoglio rimane tale:

Concludiamo con le ormai consuete tabelle consuntive.

Nella tabella sottostante, che tiene monitorati i fondi segnalati, abbiamo evidenza delle performance realizzate dal giorno della segnalazione, al fine di fornire supporto operativo a chi avesse preso spunto dalle nostre analisi.

Tabella 1 – Fondi segnalati in cui Op.Prx è valorizzato all’ultimo prezzo disponibile per il giorno della segnalazione 

Tabella con le date di ingresso e le performance realizzate in base all’ultimo segnale operativo fornito dai nostri modelli quantitativi. In questo modo è possibile avere riscontro sull’operatività di portafoglio quand’anche i fondi siano segnalati in rubrica quando risultino già aperte alcune posizioni.

Tabella 2 – Fondi segnalati in cui Op.Prx è valorizzato all’effettivo prezzo d’ingresso 

Tabella posizioni di portafoglio chiuse, con date di ingresso, date di uscita, prezzi e performance realizzate.

Tabella 3 – Posizioni di portafoglio chiuse