“Oggi scendiamo in campo con … “

Queste erano le parole piu’ emozionanti della domenica mattina, quando l’allenatore annunciava la formazione,  nel corso del mio passato (preistorico) di calciatore.

Oggi l’allenatore saro’ io e  andremo a  fare la nostra squadra che ogni settimana  valuteremo nell’insieme, oltre ad  analizzare il comportamento dei singoli componenti .

Infatti , dopo avervi mostrato  le caratteristiche dei vari fondi e le tecniche di trading dei  gestori, siamo arrivati al punto di creare un portafoglio con gli stessi   cercando di assemblarli nella maniera piu’ corretta.

Il mio modello di asset allocation prevede l’inserimento di quattro distinte modalità di produzione di alpha,  ovvero :

Fixed income arbitrage

Quantitative

Long/short equity

Macro GTTA

Per quanto riguarda l”assegnazione dei pesi da dare ai vari ruoli, il modus operandi e’ questo: parlo con i gestori macro, che ritengo avere una marcia in piu’ dal punto di vista dell’analisi del ciclo, per farmi un’idea di che tipo di mercato potremmo trovare nei mesi futuri. Una volta  individuati i vari scenari possibili ed assegnate le probabilita’ che essi si verifichino, si vanno a valutare i comportamenti dei vari tipi di gestione nei differenti scenari di mercato. Sostanzialmente vado a vedere come hanno “giocato” nelle partite passate , nelle varie condizioni climatiche.

Cerchero’ quindi di assegnare un maggior peso a quelli che penso siano piu’ adatti DOMANI, non focalizzandomi soltanto su quello che hanno fatto IERI.

Mi e’ capitato spesso di aumentare il peso di un fondo che aveva sottoperformato se ( dopo aver parlato con il suo responsabile) avevo la sensazione che la sua analisi fosse corretta e il mercato fosse sul punto di seguirla.

Vi porterò qualche esempio: nel giugno 2007  quando la Ruffer (Plurima Alpha Strategy) aveva anticipato di un anno l’esplosione della bolla creditizia e dei derivati; nel dicembre 2009 , quando Gianmarco Mondani (World Invest Absolute Return) chiuse l’anno flat di fronte ad un mercato fortemente rialzista, ma trascinato dalle ricoperture, piuttosto che dalla qualita’ dei titoli; nel marzo 2011 quando Federico Ghella (Plurima European Absolute Return) , si era mostrato estremamente difensivo di fronte alla crisi Europea e per tale motivo aveva chiuso flat il 2010.

Invece nel nostro mondo, vedo spesso molti consulenti ragionare sempre e solo con lo specchietto retrovisore, saltando spesso sulla sicav di moda del momento e rimanendoci poi male se non ottengono i risultati sperati.

In realta’ , la colpa non e’ dei gestori, ma di chi non valuta bene come siano state realizzate  le performance.

E’ di tutta evidenza che sia piu facile fare ottimi numeri quando il mercato va in distorsione e si creano delle grandi opportunita’ di arbitraggio, che non quando le cose sono semplici e regolari.

Mi ricordo per esempio che nel novembre 2008, moltissime convertibili di aziende sane , quotavano sotto il loro bond floor, perche’ gli hedge funds erano costretti a liquidare enormi quantita’ di  questi titoli e sul mercato c’erano pochi compratori.

Giusto per darvi un’idea, e’ come vendere una bottiglia di vino ad un prezzo inferiore di quello che avete pagato per il vetro che lo contiene ( !!!)

Pertanto, moltissimi gestori Absolute seppur non specializzati in questa asset class, fecero importanti posizioni sulle convertibili che nel 2009 generarono performance medie del 30 %.

Ma quella fu un occasione piu unica che rara, o come mi disse una volta un broker  “a  once upon a life opportunity ”  ( un’opportunita’ che accade una volta nella vita), non la normalita’.

Ma moltissimi consulenti  nel 2010 si aspettavano delle performance comunque a doppia cifra, cosa che era chiaramente impossibile.

Comunque, tornando agli scenari di mercato e al portafoglio di fondi, la mia personale sensazione e’ che ci vorranno anni prima che la molla si ricarichi pertanto è molto più probabile che  il mercato (soprattutto quello europeo) si muova un ampio trading range, qualcosa da +/- 25 %, che potrebbe anche diventare piu ampio( 30-35%) di fronte a fattori esterni esogeni.

Questo perche’ quando il mercato perde il 20/25 % avvicinandosi pericolosamente ai minimi del marzo 2009, intervengono le mani pesanti, i policy makers, quelli che hanno in mano armi non convenzionali (le varie banche centrali, i governi, il fondo monetario etc etc)

Inoltre, non dimentichiamoci, che a nessuno conviene scommettere contro il banco, perche’ se hai ragione e salta, nessuno ti potra’ pagare.

Allo stesso modo, non appena il mercato sale, oggettivamente diventa difficile dare certe valutazioni ai titoli visto il contesto terribile che stiamo vivendo e questo, appena viene “mollato”,  viene giù anche abbastanza pesantemente ( vedi aprile maggio 2012) …

Prevedo montagne russe per qualche anno, fino a quando si concretizzerà un catalizzatore che ci portera’ fuori dalle sabbie mobili, come e’ sempre accaduto nel passato.

Per tale motivo oggi come oggi vado a dare  una preferenza ai gestori dinamici, che possono fare relative value , ovvero individuare un titolo che scendera’ meno di un altro.

Ricordate  che se il titolo sul quale sono lungo perde il 20 %, mentre quello che ho “shortato” perde il 30 %, il mio trade fruttera’ il 10 % netto…

Andro’ quindi ad usare :

2 fondi fixed income

2 fondi quantitative

3 fondi macro GTTA

4 fondi Long short equity.

Passiamo quindi ad annunciare la prima formazione che scendera’ in campo :

Bantleon Strategie

JB Absolute Return Bond Fund

Bantleon Opportunities L

1741 Global Diversification

Zest Global Strategy

Alessia Macro Absolute Return

Plurima Alpha Strategy

World Invest Absolute Return

Alessia Long Short

Plurima European Absolute Retun

Il primo portafoglio che andremo a creare sara’ composto assegnando il 10 % ad ognuno di essi, ma la prossima settimana valuteremo anche metodologie quantitative di assegnazione dei pesi per ottimizzare il rischio rendimento.

Alea iacta est … il dado e’ tratto.