Boldrin, Zingales e Giannino ( citati in quest’ordine non a caso…almeno per me) hanno deciso di darsi un destino politico.

Avevo una Professoressa di lettere al Liceo, che mi insegno’, principalmente, che il metodo del “cui prodest” ( “a chi giova”? ) di solito da’ molti spunti per capire quali sono le intenzioni che animano/si nascondono dietro alle affermazioni di qualsiasi movimento o teoria , soprattutto politica.

Prendo spunto da un/intervista di Giannino a Pierfrancesco Mei del 16/10 (bella fresca..) a cui vi pubblico il link

https://www.fermareildeclino.it/articolo/giannino-contro-il-declino-solo-tasse-monti-mi-ha-deluso

e prendo spunto da li.

Nell’intervista , non c’e’ quasi nulla di economico, ma molto di politico…e vediamo subito l’allinearsi con Matteo Renzi, la pericolosa riedizione moderna di D’Alema e il tentativo estremo di una Sinistra che in Italia non dice ne’ ha fatto nulla di sinistra dalla famosa esclamazione di Nanni Moretti in “Aprile” del 1998, di riesumare il cadavere di un tonyblairismo che e’ stato, per la vera sinistra, quella con la minuscola,  piu’ distruttivo e piu’ insidioso di Margaret Tatcher stessa.

Poi l’allinearsi a Italia Futura di Montezemolo, oggi espressione in Confindustria della fronda alla timida resistenza che le piccole e medie imprese stanno opponendo, tramite il Presidente Squinzi, alle sirene di “piu’ Europa” e “ piu’ euro” che giustamente percepiscono come l’inizio della loro fine.

In quella intervista, e nell’unico accenno economico fatto, la “rimodulazione del welfare” ( mia madre percepisce 230 euro di pensione, la vedo gia’ esclamare “ rimodula tua sorella”..mamma reagisce come me , pur avendo 81 anni), c’e’ esattamente il posizionamento politico dei nostri eroi moderni, e nell’ostinata, immotivata e inargomentata posizione, squisitamente ideologica, di voler “fermare” il declino rimanendo nell’euro e accettando il “fiscal compact”, cercando , ovviamente , di recuperare la produttivita’ persa in confronto alla Germania, “rimodulando” il welfare e tagliando la spesa pubblica. ( E sperando, come dice un mio brillante giovane amico siciliano, che quando tutti saremo competitivi ad esportare compaiano astronavi da Saturno a comprare cataste di BMW e similaria che tutti cercano di vendere a tutti..).

Innanzitutto cercherei di capire, dati alla mano, se la spesa pubblica e’ il ‘nemico’ che si cerca di demonizzare. Il virgolettato, dove lo leggete, e’ tratto da un intelligente articolo di Gustavo Piga http://www.gustavopiga.it/2012/arrivera-il-giorno-del-moltiplicatore/

“la paura dei Fiorito-Batman è tale che maggiore spesa pubblica fa venire la pelle d’oca anche ai più avveduti. Senza capire che per 10 euro di Fiorito ci sono 90 euro di appalti pubblici alle imprese che danno lavoro, creano reddito e occupazione, benessere.”

Superato il mal riposto timore dei Fiorito, cosa possiamo dire sull’effetto che prevale? Meglio minori tasse o maggiore spesa pubblica in questa fase del ciclo?…. chiediamolo alla istituzione in cui tutti noi crediamo ciecamente, la Banca Centrale Europea.

Che è appena uscita con l’ennesimo studio che conferma il contrario di quello che la BCE stessa auspica, e cioè che le austerità fanno male e le espansioni fiscali fanno bene.”

L’articolo merita il tempo che dedicherete a leggerlo…andiamo avanti. Ma da dove e’ venuto, poi, tutto questo indebitamento pubblico negli ultimi 5 anni?

Welfare esagerato, da “rimodulare”??

Gli aiuti alle banche americane ed europee dal 2007 ad oggi ammontano a quasi 5 trilioni di euro, 4.700 miliardi per l’esattezza. Lo afferma l’ultimo rapporto R. e S. di Mediobanca.

La cifra è stimata per difetto (mancano 100 miliardi per le banche spagnole o i 114 miliardi di prestiti agevolati dallo Stato italiano alle nostre banche). Secondo Luciano Gallino, saggista, sociologo del lavoro e studioso dell’economia italiana, soltanto in Europa gli aiuti alla finanza ammontano al 37% del PIL continentale. In Italia gli aiuti (tra le banche che ne hanno beneficiato Mps…che peraltro si e’ appena fatta declassare a emettitore “junk”, spazzatura…) sono stati più contenuti ma comunque sempre pari al 5,5% del nostro PIL, quello Italiano…

Cioe’, il contribuente, gravato in 5 anni di un’esorbitante salvataggio a favore di soggetti privati, con contropartite pressoche’ inesistenti, adesso si vede anche bacchettare dai Soloni dell’ economia liberista, che pretendono di mantenerlo incastrato in un sistema di cambi fissi, in cui l’unico recupero di competitivita’ possibile e’…la compressione dei salari e lo smantellamento (perche’, ‘rimodulazione” cosa pensate voglia dire?) del welfare, cioe’ fare a pezzi le conquiste di mezzo secolo…per lasciare intatti i margini del grande capitale e dei monopolisti, che tra l’altro non hanno bisogno dei rischi di cambio per poter “arbitrare” l’outsourcing laddove si e’ disposti a tirare maggiormente la cinghia, spacciandovi la globalizzazione come un “progresso” inevitabile?

Nel 1992 ne siamo usciti, da un sistema di cambi fissi, abbiamo svalutato del 25% la moneta, L’INFLAZIONE E’ DIMINUITA in quell’occasione, anche se in altre ha dimostrato di incidere dello 0,1% per ogni punto di svalutazione ( e cosa saranno mai 2 o 3 punti percentuali di inflazione in cambio della ripartenza della n/s economia e del veder sparire il sorriso saputello dalla faccia dei tedeschi e di quel figuro di Marchionne?) e comunque, l’inflazione sana, quella vera, che inflaziona prezzi E SALARI non ha mai impoverito nessuno, vedi anni ’70, al contrario delle storie pietose rifilate dai liberisti sulla cattiva inflazione che erode il salario del povero operaio…(non se agganciata ai prezzi ed estesa ai salari…bugiardi infami!).

Recuperare gli sprechi, come le pensioni d'oro, dando per scontata la buona fede degli stopper del declino, puo' recuperare circa 8 miliardi di euro…e una severissima legge anticorruzione, ne recupererebbe una sessantina ( mica male…). Ma alle banche ne abbiam dati circa 100 nel nostro relativo piccolo….e una volta recuperati questi soldi, se non li utilizzano in spesa pubblica produttiva…cosa fanno , abbattono un debito di 2000 miliardi di una settantina…il 3,5%, causando pero' ulteriore recessione e lasciando il suo rapporto con un PIL in caduta pressoche' invariato?

Bene, abbiamo esplorato il futuro che ci dissimula il “nuovo che avanza’ , che , rimanendo prigioniero della sua scelta, tutta ideologica , di restare in un assurdo ( e conveniente a precise fasce della societa’…) sistema di cambi fissi. Non potra’ far altro che “gestire il declino”…ma a quel punto, loro lo gestiscono e voi lo subite!

Come dite? Avete gia’ visto questo film? Anche voi? Bene, almeno sapete come va a finire. E a chi giova…