Gli effetti dello shale sui prezzi e le opportunità di investimento

 a cura di Roberto Cominotto, gestore del JB Energy Transition Fund

Negli ultimi quattro mesi lo sviluppo dell’estrazione di petrolio “shale” ha dato origine ad una correzione dei prezzi, ma a nostro avviso è improbabile che il nuovo petrolio sancisca la fine dell’era dei prezzi elevati; e questo per via delle sue caratteristiche intrinseche.

Una caratteristica sostanziale del petrolio shale è infatti il suo elevato tasso di esaurimento. Il rapido esaurimento delle potenzialità estrattive costringe le aziende produttrici alla continua ricerca di nuovi pozzi nei quali investire per contrastare il declino dei volumi. Per mantenere la produzione stabile o in crescita c’è dunque bisogno di investimenti continui in nuove perforazioni per rimpiazzare i pozzi in esaurimento.

Alle valutazioni attuali del petrolio intorno agli 80 dollari (75 in alcune regioni di petrolio shale), i profitti dei produttori bilanciano quasi esattamente i costi, rendendo così scarsamente redditizio questo tipo di estrazione ed innescando una contrazione della produzione. Il rapido esaurimento della produzione e la relativa riduzione dei margini dovrebbero riportare nel tempo la domanda e l’offerta di petrolio in equilibrio, verso un prezzo intorno ai 90 dollari per barile.

Dal punto di vista dell’investitore, il miglior modo per trarre vantaggio dal fenomeno del petrolio “shale” è quello di acquistare un paniere di aziende che offrono quelle tecnologie, quei servizi e quelle infrastrutture strategiche per sostenere questa rivoluzione energetica. Più in particolare pensiamo a quelle aziende specializzate nei servizi di trivellazione e di frantumazione delle rocce, nella raffinazione, nel trasporto e nello stoccaggio del petrolio estratto.

Riteniamo inoltre che la recente debolezza del mercato small&mid cap del settore energy sia ingiustificata e per questo motivo rappresenti un’interessante opportunità d’investimento.

Ad esempio i titoli legati al solare hanno improvvisamente corretto in risposta alla riduzione del prezzo del petrolio, nonostante gli utili dell’industria del solare siano normalmente decorrelati dai prezzi del petrolio. Il solare inoltre sta attraversando un periodo di vigoroso recupero, sostenuto dalla crescente domanda dei mercati emergenti e dal contestuale teorico esaurimento delle scorte. Nel settore dell’energia eolica guardiamo con attenzione alle società esposte sui mercati emergenti. Tra queste, le aziende cinesi del settore sono state recentemente penalizzate da condizioni di vento particolarmente sfavorevoli. Riteniamo che si tratti di aziende che abbiano buone potenzialità di crescita, i cui prezzi delle azioni dovrebbero ritornare a crescere non appena gli investitori avranno preso coscienza del buon livello delle valutazioni e le condizioni metereologiche si saranno normalizzate.

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Swiss & Global Asset Management

Swiss & Global Asset Management fa parte della GAM Holding AG, un gruppo indipendente focalizzato sulla gestione patrimoniale. Nata da Julius Baer Asset Management nell’ottobre 2009, Swiss & Global Asset Management è l’offerente esclusivo dei fondi Julius Baer. Oltre all’ampia gamma di fondi, offre soluzioni personalizzate per i clienti istituzionali e servizi su misura nel private labelling. Swiss & Global Asset Management combina le radici svizzere – che si manifestano in consolidate relazioni di lungo termine con i clienti e nella forte consapevolezza della qualità – con una rete internazionale di oltre 1’000 contratti di distribuzione in più di 30 paesi.

GAM Holding AG è quotata alla SIX Swiss Exchange. Il gruppo gestisce 124.1 miliardi di CHF di patrimoni (al 30 settembre 2014), con un organico di oltre 1’000 persone in undici paesi. Per maggiori informazioni visitate il sito web www.swissglobal-am.com