Alla correzione delle borse, innescata da Tokyo la scorsa settimana, sono seguiti repentini cambi di direzione dei principali cross valutari, con forti ricoperture sullo Yen e acquisti di Euro, il tutto, come previsto, con volatilità in aumento, soprattutto dopo la delusione dell’ultimo speech di Draghi a margine della riunione mensile della Bce. Venerdì poi, dopo i dati sull’occupazione Usa che hanno evidenziato un lieve aumento del tasso di disoccupazione, è tornato il Risk On, sull’idea che la Fed proseguirà con il QE3, immettendo ancora per qualche mese liquidità nel sistema, al ritmo di 85 mld ogni trenta giorni.

In questo contesto il sentiment degli operatori nei confronti dell’Oro è decisamente cambiato rispetto al 2011, quando il metallo giallo raggiunse il record assoluto di prezzo poco sopra quota 1900 $ oz.

Sotto il profilo dei fondamentali, è interessante rilevare che sono in netto incremento gli acquisti di fisico, soprattutto da parte di alcuni paesi. Se ad esempio consideriamo l’India , notiamo che solo a maggio risulta importatore netto per 162 ton, in  netta crescita se compariamo questo dato con l’ammontare totale di 215 ton relativo al primo trimestre dell’anno e alle 860 ton del 2012. Ma in India anche i privati detengono quantità rilevanti di Oro fisico (15/20.000 Ton) e questo non è un dato da trascurare.

A fonte degli acquisti di Oro fisico da parte delle banche centrali continua la liquidazione sugli ETF. Negli ultimi sei mesi è stato liquidato il controvalore di 16 mln di once e  restano altri 38 mln circa accumulati durante gli ultimi anni di acquisti su questi strumenti.

Se continuerà la perdita di fiducia degli investitori, rispetto alla tenuta del prezzo sui livelli attuali, potrebbero verificarsi altre liquidazioni, anche in considerazione del fatto che ormai, in questa fase, sembra scemata la correlazione tra la continua stampa di moneta da parte delle principali Banche Centrali e il ruolo di bene rifugio, anti inflazione, rivestito dall’Oro durante gli ultimi anni,  anche per volontà  delle stesse banche, che attualmente in certi momenti accompagnano il movimento ribassista.

Tecnicamente il trend è ancora saldamente al ribasso, anche se la volatilità si è decisamente ridotta rispetto all’esplosione avutasi a metà aprile, durante i due giorni di sell off che hanno portato i prezzi giù di 150 $ circa. Attualmente i livelli chiave sono costituiti dalla resistenza in area 1425 – 1430 e il supporto in area 1330 – 1320 , la cui rottura potrebbe innescare nuove vendite , soprattutto in presenza di un ulteriore rafforzamento del dollaro.

Per concludere un ultimo dato, da non trascurare:  il prezzo di produzione dell’Oro si attesta attualmente intorno agli 800 $ oz. Eventualmente quindi, di strada al ribasso da fare ce ne sarebbe ancora un bel po’, se si volesse puntare al raggiungimento di quell’obiettivo.