Leggendo i titoloni dei giornali in questi ultimi giorni, da quando il presidente Napolitano ha dato l’incarico al primo ministro, si evince che è un successo. L’Italia ha “finalmente” un governo ! E mentre c’è chi parla di “pacificazione nazionale”, altri affermano che “questa volta sarà diverso”…oppure che…”ce la possiamo fare, crediamoci !”.

D’altra parte se ci si sofferma ad analizzare l’andamento dei mercati finanziari, si può facilmente notare che la borsa italiana è in splendida forma e finanche il famigerato “spread” tra nostri titoli di Stato e quelli tedeschi si è ridotto notevolmente nelle ultime settimane. Volete qualche dato ? Sono qui per questo: se mettiamo a confronto l’indice Ftse Mib, che raggruppa le 40 società quotate in Italia  a maggiore capitalizzazione , con il suo omologo americano, il Dow Jones, scopriamo che: Nell’ultimo anno Ftse + 16 % , Dow +12 %. Nell’ultimo mese Ftse +10.70 % , Dow +1.60 %. Nell’ultima settimana Ftse 1.90 %, Dow 0.72%. Bravi no ? Meglio degli Usa. I rendimenti del nostro titolo decennale sono sotto il 4% e lo spread Btp / Bund è a 270.  Quindi tutto bene, no ? ci avviamo verso una solida ripresa, perché, quelli bravi dicono che i mercati anticipano sempre l’economia.

Se però facciamo un piccolo passo indietro alla giornata di ieri, ci sono un po’ di “dettagli” che devono far riflettere. Enrico Letta, nel suo discorso per la fiducia in cui ha illustrato il programma di governo, ha snocciolato una bellissima serie di interventi  pro Italia, tanto da aver fatto applaudire il parlamento festante ben 27 volte mentre parlava. Tralasciamo il fatto che non ha mai detto dove e come taglierà per trovare le risorse, il primo problema è che la pacificazione è durata meno di ventiquattrore , visto che già questa mattina, il suo “compagno” di partito Franceschini, lo ha smentito sull’Imu. Cominciamo bene !

Il punto più importante di tutta la faccenda però è un altro: ieri Letta ha annunciato solennemente che sarebbe partito per raggiungere in un colpo solo Berlino,  Bruxelles e Parigi, al grido di “Più Europa”. E allora la domanda è:  se il primo ministro non ha neanche fatto in tempo a formare un governo che subito è stato chiamato a rapporto dai capi dell’EU, che speranze ha l’Italia di cavarsela ? Letta è colui che nel 2010 ha affermato : “L’Euro è stato un successo, forse la più grande realizzazione europea” e ancora: “la moneta comune ha in un certo senso sostituito l’esercito; invece dell’esercito europeo, oggi abbiamo l’euro, simbolo della capacità di rappresentanza  e di identificazione; un totem appunto, attorno al quale gli europei possono sentirsi tali” Quindi mentre i popoli scontano le nefandezze degli euro-burocrati non eletti e vorrebbero fuggire dall’Euro, il nostro primo ministro, il giorno dopo l’insediamento , va immediatamente a ricevere ordini proprio da chi ha le chiavi della prigione rappresentata dalla moneta unica.

Signore e signori, eccolo, il governo del cambiamento e della pacificazione. Auguri !