Paura.

Cos’è la paura? La definizione è questa: La paura è un’intensa emozione derivata dalla percezione di un pericolo, reale o supposto. È una delle emozioni primarie, comune sia alla specie umana, sia a molte specie animali.

E la paura sui mercati? La paura sui mercati è un numero. Per il mercato USA (S&P 500) convenzionalmente questo valore corrisponde al valore espresso dal VIX (indice) che viene anche definito: volatilità implicita dell’indice S&P 500.

Ma questo valore, tanto citato a sproposito, cosa esprime rispetto al livello che esprime? Poco o nulla se non lo si compara al valore della volatilità realizzata (o storica) dell’indice.

La tabellina che segue è illuminante. La volatilità realizzata a 30 giorni dell’indice S&P 500 è a 9.39 (scala nera a destra). La volatilità implicita è a 20.30 (scala blu a sinistra), ossia più del doppio della realizzata.

Nella tabellina a destra (curva di Gauss) potete vedere come la volatilità realizzata sia molto al di sotto della media storica dell’ultimo anno mentre l’implicita tende verso un massimo relativo (come a dicembre 2012 per il Fiscal Cliff).

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Vi ho già persi? E rimasto qualcuno a leggere?

La faccio semplice. Il costo della paura al momento prezza un evento negativo molto più drammatico di quello che il mercato (indice S&P 500) sta esprimendo.

Ecco i prezzi delle scadenze a termine negoziabili del VIX.

vix-08-10-2013

La buona notizia per gli investitori è che nei primi giorni di gennaio 2013 l’indice VIX crollò miseramente dopo che i politici si accordarono.

La cattiva è che gli eventi, nella vita e sui mercati, non si ripetono quasi mai nello stesso modo.

Roberto Malnati