Alla facoltà di economia gli studenti – spiega Roelof Salomons Chief Strategis di Kempen Capital Management – imparano la ‘regola d’oro’ in base alla quale i rendimenti dei mercati di capitale sono pari alla crescita nominale. Noi la applichiamo anche alla nostra analisi di scenario. Prevediamo che il rendimento dei mercati di capitali USA si attesterà attorno al 4.5%, mentre in Europa dovrebbe portarsi a circa il 3%. Nel breve e medio termine, i rendimenti dei mercati di capitale dovrebbero deviare in maniera sostanziale dalla crescita nominale. Nella fase attuale i rendimenti sono momentaneamente inferiori. Come si prospetta la tendenza a lungo termine? Dove si attesteranno i rendimenti tra due anni? Si tratta di domande importantissime per gli investitori.

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Non crediamo – spiega Roelof Salomons Chief Strategis di Kempen Capital Management - ai racconti horror sulla fine della crescita e la sindrome giapponese, tuttavia constatiamo che l’elevata domanda di obbligazioni potrebbe protrarsi ancora per un po’ comprimendo i rendimenti. Il previsto trend al rialzo non seguirà un andamento rettilineo. È altamente probabile che inizialmente la dinamica sarà lenta, più in Europa che negli Stati Uniti. E questo per una serie di ragioni.

Innanzitutto, la recentissima recessione può essere classificata come una recessione patrimoniale. Le banche, il settore privato e i governi sono tutti impegnati con il deleveraging e questo causa un rallentamento della crescita economica e un ulteriore calo dei rendimenti sui mercati obbligazionari. Le banche centrali, come la BCE, stanno attuando una politica monetaria estremamente espansiva. È difficile conseguire rendimenti più elevati nei mercati dei capitali se i rendimenti del mercato monetario rimangono ancora bassi a lungo (o addirittura negativi). I rendimenti dei mercati dei capitali potranno salire soltanto nel momento in cui le banche centrali rinunceranno a perseguire una politica monetaria accomodante. Negli Stati Uniti, dove il risanamento del bilancio è più avanzato rispetto all’Europa, i rendimenti dei mercati dei capitali si normalizzeranno prima.

In secondo luogo, la domanda globale di obbligazioni – spiega Roelof Salomons Chief Strategis di Kempen Capital Management - è elevatissima. Il mondo intero sta risparmiando molto (per esempio a causa dell’invecchiamento della popolazione e del saldo attivo delle bilance commerciali), le banche centrali stanno acquistando Titoli di Stato attraverso il quantitative easing e, fattore forse più importante, la domanda di obbligazioni risk-free è molto elevata a causa delle legislazioni più rigorose. Come conseguenza dei requisiti patrimoniali più stringenti, i fondi pensione, le banche e le compagnie di assicurazione acquistano indipendentemente dal prezzo.

In conclusione – spiega Roelof Salomons Chief Strategis di Kempen Capital Management - possiamo affermare che nei prossimi due anni i rendimenti cresceranno ma ad un ritmo lento. Tuttavia, è impossibile tenere i rendimenti dei mercati dei capitali a livelli inferiori alla crescita nominale per un periodo prolungato. Possono essere spinti verso il basso ma, una volta completato il risanamento del bilancio, la pressione inizierà prima o poi ad allentarsi. Il principale catalizzatore rimane pertanto una ripresa economica solida.

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