In tempi di crisi, servono ricette valide per risalire la china di Pil negativi e disoccupazione in aumento. I nostri politici sono ormai personaggi abituati a stare dinanzi alla telecamera in TV e quando il conduttore di turno domanda cosa fare per riportare l’Italia ai livelli di competitività che gli competono, sono bravissimi a sparare a zero contro gli sprechi e la burocrazia, promettendo cambiamenti che invece non avvengono mai. Anzi, la cosa davvero preoccupante è riscontrare come spesso prevalga l’autolesionismo a la mancanza assoluta di buonsenso tanto da far dubitare che alcuni personaggi situati ai posti di comando, vogliano davvero che si esca da questa fase.

A fine 2011 il governo Monti, tra le tante nuove tasse, introdusse quella sulla nautica annunciata come provvedimento necessario a creare gettito aggiuntivo nella povere casse dello Stato. Risultato: 20.000 posti di lavoro persi tra personale direttamente collegato alla cantieristica ed indotto a fronte di un gettito inferiore ai 100 milioni di Euro. I francesi intanto si fregavano le mani, accogliendo presso i porti della Corsica e costa azzurra, decine di imbarcazioni che, in assenza della nuova tassazione, avrebbero tranquillamente stazionato presso i porti tricolore.

Qualche settimana fa il governo Letta ha annunciato la modifica di quella tassa, escludendo dal pagamento le barche di media grandezza (fino a 14 m) e i TG parlarono in tono trionfalistico di pieno rilancio del settore, già da quest’estate. Ora, volendo trascurare il “dettaglio” che la modifica scatterà dal 2014 (irrilevante vero?) e che di barche italiane in mare attualmente se ne vedono davvero poche, almeno credevamo di poter contare sulla antica ricetta che prevede di far affluire capitali stranieri sul nostro territorio. Meglio che niente , no ? Visto che l’italiano medio in questa fase tira i remi in barca e non spende come prima, vuoi perché ci sono meno risorse, vuoi perché ha paura che i tunnel restino bui ancora per molto tempo, si cerca di attirare gli stranieri che possono permettersi di lasciare un bel po’ di soldoni senza protestare;  in fondo abbiamo coste fantastiche qui nello stivale , ad esempio quelle delle isole del golfo di Napoli, che, quanto a colpo d’occhio, offre sempre uno spettacolo mozzafiato, soprattutto se visto dal mare. E che cosa si sono inventati per scongiurare il pericolo che succedesse qualcosa di positivo per l’economia della zona ? Il respingimento dei…. ricchi. Altro che legge Bossi-Fini ! Si perché le coste dell’isola di Ischia quest’estate sono off limits per i grandi yacht, che sono da respingere e non possono assolutamente ancorare, pena multa salatissima. Pare che la motivazione ufficiale sia evitare che inquinino, ma lascia molto più che un dubbio. Ne sa qualcosa ad esempio il magnate russo Abramovich  che, appresa la novella,  ha prontamente disdetto la prevista gita nel golfo, con tanti saluti agli amministratori locali e con buona pace dei commercianti e ristoratori locali, che hanno detto addio a shopping e laute mance. Ancora una volta in Corsica,  sorridendo, ringraziano sentitamente.