Il buco. Ci stiamo per cadere dentro, il secondo trimestre del 2013 sarà il punto di minimo del recente movimento recessivo. Da luglio in poi anche l’economia italiana dovrebbe risollevarsi, non certamente correre zavorrata  come è da atavici problemi, non da ultimo una politica con la p minuscola che sta dando proprio oggi il peggio di sé. E’ facile quando sei vicino al punto di svolta, nel bene o nel male, che ti tremi la mano. E’ umano, è comprensibile, l’importante, diceva quel vecchio trader, è che la percentuale di volte in cui hai torto sia inferiore alla percentuale di volte in cui hai ragione. O la va o la spacca, siamo messi così adesso. Oggi avere un amico nel Pd o nel Pdl che ti aggiorna sull’andamento romano della crisi politica vale di più di avere un ottimo modello quantitativo: siamo tornati agli anni ’70 ed ’80 in cui la Borsa si faceva frequentando le sedi dei partiti. E quindi non solo sui grafici di Borsa siamo tornati indietro di 30 anni ma anche nel modus operandi dei mercati. E’ lo Stato onnivoro che ci ha tutti divorati, con birri bargelli ed esattori. Ma bando alle ciance e veniamo a bomba: il nostro indice Ftse All Share ha fatto con poca convinzione quello che temevamo, ha rotto il supporto di 16.500 ma poi si è magicamente fermato. Un breakout, ovvero una rottura dei supporti psicologici di Borsa, vale se fatta con l’ardimento del fante che supera il reticolato, di slancio e senza curarsi della sua indennità fisica, per mutuare giusto la balorda retorica della Grande Guerra. E qui invece la rottura c’è stata ma il mercato si è fermato timoroso del suo slancio. Quindi mi aspetto che sia una trappola per Orsi, soprattutto se la politica partorirà un topolino di governo. No panic, please, attendiamo ulteriori conferme ribassiste. Nella ottava scorsa hanno tenuto le posizioni Banca Generali, BB Biotech, Ima, Recordati, Luxottica, Azimnuti, Brembo, Reply. Prima di parlare di recupero dei corsi però andiamo cauti, il ciglio del burrone è giusto sotto di noi e basta una spintarella e possiamo crollarci dentro.

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